Il vetro: nostro grande, immortale, alleato

Il vetro, grande alleato dell’uomo, è l’unico materiale che si può riciclare all’infinito, senza che perda le sue caratteristiche o che diminuisca di quantità. Il prodotto ha una storia antichissima: già i marinai fenici, accendendo il fuoco sulla sabbia, notarono la formazione di un materiale trasparente, che impararono via via a modellare, creando oggetti di uso comune: ciotole, vasi, bicchieri e piatti simili a quelli di oggi. I Romani ne fecero una grande diffusione, per esempio con bottiglie, collane, balsamari e ampolle. In epoca medievale, l’arte vetraria divenne molto famosa e si diffuse in Francia, in Germania, in Spagna ed in Inghilterra. Gli alunni delle classi prime della scuola secondaria di primo grado «Antonio Panizzi» di Brescello sono stati protagonisti, nel mese di gennaio del 2020, di una lezione di sensibilizzazione sul riciclo del vetro. Il vetro è un materiale solido ‘amorfo’: fuso a 1700 gradi centigradi, è un liquido al quale dare forma; si comporta, invece, come un solido, a temperatura ambiente. Le materie prime di produzione riguardano la quarzite o roccia bianca silicea, definita ‘vetrificante’; il bicarbonato e il carbonato di calcio, tutte allo stato polveroso. Nelle vetrerie, tali ‘ingredienti’ seguono quattro fasi di lavorazione, che l’esperto ha ricordato ai ragazzi: la miscelazione, la fusione, la formatura e la ricottura dei pezzi roventi. Gli alunni sono rimasti ancora più incuriositi dalla tecnica della cosiddetta ‘soffiatura meccanica’, per il vetro cavo e dalla tecnica della ‘soffiatura libera’, inventata dagli artigiani nell’epoca del Medioevo, ancora oggi utilizzata dalle mani esperte di abili vetrai, che con delle pinze lo modellano ancora incandescente. Il vetro è liscio, chimicamente inerte ed igienico, adatto alla conservazione degli alimenti e all’imbottigliamento, caratteristiche che favoriscono un suo riutilizzo. «Differenziamolo nella campana. Daremo un aiuto all’ambiente!», sono così intervenuti alcuni alunni nel corso dell’incontro. Infatti, dopo una selezione, il materiale viene frantumato, miscelato con polveri e infornato, trasformandosi in una massa, pronta ad essere lavorata e a diventare nuovi oggetti, da utilizzare anche in sostituzione della plastica. Questo ciclo può essere ripetuto infinite volte e bastano soltanto dei piccoli gesti quotidiani in un’ottica di risparmio e di eco-sostenibilità. «Salviamo il Pianeta. Facciamolo tutti!»: questo è stato l’augurio corale delle classi prime. Classi I B e I C © RIPRODUZIONE RISERVATA

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