Il Piccolo Principe, Olga e il verde nel mondo

Il Piccolo Principe è seduto sull’asteroide B612 e, pensieroso, contempla lo spazio attorno a sé. «E’ davvero bella la Terra e che splendidi colori si possono ammirare da quassù!». Il colore che preferisce è il verde degli alberi. Con il passare del tempo, però, si accorge che ‘il tappeto verde’ diminuisce sempre di più. Il Piccolo Principe, che da secoli osserva il pianeta attraverso la sua lente di ingrandimento, riesce a vedere che sono proprio gli uomini a disboscare perché sono egoisti e avidi di legname. «Com’è possibile che l’uomo sia tanto stolto da mettere a rischio la propria esistenza e quella del proprio pianeta? – riflette il ragazzino. – Gli uomini non pensano al futuro, è proprio vero che l’essenziale è invisibile agli occhi!». Nel frattempo…«Questa storia non me la ricordavo così!» borbotta Olga Papel, alias Olga di Carta, mentre prima di addormentarsi legge per l’ennesima volta il suo libro preferito: «Il Piccolo Principe». Olga di Carta compiendo le sue avventure in giro per il mondo ha imparato che i difetti e le qualità ci contraddistinguono e ci rendono unici ed è d’accordo con il Piccolo Principe riguardo all’indifferenza, il peggior difetto dell’essere umano, di fronte ai problemi ambientali. Olga si addormenta e sogna. Sogna una nuova avventura dove si ritrova in missione con un nuovo amico, il Piccolo Principe che con naturalezza, come se Olga fosse sempre stata lì, seduta al suo fianco, le dice: «Cara Olga di Carta, amica mia, solo i nostri occhi e la nostra sensibilità di fanciulli (ma i grandi una volta non sono stati bambini?) possono risolvere questo danno mondiale. Tutto gira al contrario ormai, gli adulti distruggono e noi dobbiamo sistemare». Insieme cominciano così a scrivere una nuova storia. I due amici raccontano dei nativi americani che proteggevano gli alberi e che tramandarono questo detto: «Gli alberi sono le colonne del mondo, quando gli ultimi alberi saranno stati tagliati, il cielo cadrà sopra di noi». I due aggiungono: «A te, lettore che leggi la nostra storia, chiediamo di piantare un seme di albero, proviamoci tutti insieme, sarà un gesto d’amore di tutti e per tutti!». Ci fu un tam tam che spaziò nel mondo e miliardi di persone piantarono un seme. Il ‘tappeto verde’ divenne presto folto e rigoglioso e il verde riprese il suo posto nella tavolozza dei colori che offre la vista del nostro pianeta. E tutti, consapevoli del successo ottenuto grazie al loro impegno fatto di azioni anche piccole, ma importantissime, si sentirono orgogliosi di poter dire, non solo «io c’ero, ma «io ho fatto la mia parte». Emma Gatti, III B

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