«La nostra vita con la didattica a distanza»

La didattica a distanza vista da vicino I racconti dei protagonisti. Innovazione: lo screenshot sostituisce la tradizionale foto di classe. Si diffonde il virus, l’Italia si ferma, la scuola avvia la didattica a distanza: una modalità di fare scuola che ha dei vantaggi e degli svantaggi che sono diversi da quelli della scuola in presenza. Ma c’è anche chi afferma che è indifferente: «Facciamo lezioni online con Hangouts Meet. Le video lezioni sono a volte noiose e a volte belle. La scuola non mi manca, visto che li vedo attraverso videochiamate. Insomma, quasi tutto come prima». Qualcuno esulta: «Finalmente niente zaini pesanti!». Ci si organizza con i mezzi elettronici: computer, tablet, telefonini di genitori o della scuola. Con questi si fanno i compiti e addirittura la foto di classe. «Sono cominciate le video lezioni, lezioni fatte con il computer dove tu vedi la professoressa che parla, che spiega la lezione. Noi siamo seduti in casa ad ascoltare con la videocamera accesa, così ci controllano. Ho imparato a usare bene il computer». Sono cambiate anche le ore di lezione e i giorni: «Quando è iniziata la didattica a distanza, la scuola ha mandato il nuovo calendario con tutte le lezioni». «Per i compiti c’è classroom. Il 21 aprile 2020 abbiamo fatto la foto di classe: è molto bella e ci abbiamo messo poco tempo per farla». «Nella foto eravamo dietro uno schermo! Ognuno a casa sua». Tra gli aspetti positivi, di certo, maggior tempo anche per riscoprire passatempi: «Io ho letto, disegnato, giocato. Tutto a casa». «Mi sono dedicata al ricamo, a fare i braccialetti, a fare un aeroplano in legno di balsa, a suonare il pianoforte e a giocare ai videogiochi». «Ho scaricato le ricette e imparato a cucinare». Su una cosa si trova l’accordo di tutti, gli svantaggi: «Al computer ti fanno male gli occhi e la testa. Tramite la didattica a distanza abbiamo fatto verifiche, test e interrogazioni ma come avrete già capito è stato tutto un po’ difficile. A volte avevamo delle difficoltà per collegarci. Non è sempre facile trovare il posto giusto a casa: ho cambiato molte volte postazione. A questo si aggiunge la difficoltà nel capire le insegnanti che non sono più dietro una cattedra o davanti una lavagna a un metro da te ma ora sono dietro uno schermo. Mancano i momenti di divertimento: la gita non l’abbiamo fatta. Ci si pente di aver sottovalutato la scuola prima dell’epidemia ed è mancata la scuola tutta e i suoi progetti. Mi sono sentito solo. Vorrei rivedere i miei amici e anche gli insegnanti perché mi mancano tutti. Sono stati mesi, ma mi sono sembrati anni. Ecco perché mi sono pentito di avere saltato la scuola prima. «Mi mancano anche i ragazzi del doposcuola Gancio Originale, speravo almeno di salutarli ma non ho potuto. All’inizio ero felice di non dover andare a scuola. Dopo però è stato bruttissimo». Non è facile per nessuno. Cecilia Cassinadri IC

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