Noi e i social network: un’arma a doppio taglio

Al giorno d’oggi è quasi impossibile incontrare persone che non possiedono un telefono o un altro dispositivo tecnologico. Questo può portare a distoglierci dalla realtà e da ciò che accade davvero nel mondo. Entrando nel particolare questi oggetti possono portare a una dipendenza, soprattutto verso noi giovani. Per noi i social network sono fonte di distrazione dalla vita reale perché riempiono la mente di idee sbagliate; basti pensare alla corsa per avere più follower possibili a costo di fare qualsiasi cosa, anche correre dei rischi. Ma che uso facciamo dei social network? Ogni giorno passiamo ore a mettere ‘like’, commentare e postare foto e video. La tecnologia di oggi ci permette di fare amicizie con molte persone in maniera veloce e standocene a casa. Questo aspetto, apparentemente positivo, viene usato dagli ‘haters’ per far finta di essere un certo tipo di persona e ingannare la gente che si fida. A volte capita che si scambino confidenze tra due persone in cui una si approfitta delle informazioni che riceve dal suo nuovo amico virtuale. Altre volte purtroppo si organizzano incontri nei quali vengono bullizzate persone ingannate dall’hater. In questi ultimi anni sentiamo sempre più spesso parlare di cyber bullismo, il cosiddetto bullismo della rete, attraverso il quale qualcuno prende di mira qualcun altro fino a indurlo, nei casi più estremi, a togliersi la vita per i duri giudizi che riceve. I cyber bulli sono individui vuoti che usano questo mezzo per colpire chi non conoscono causando molti problemi alle vittime, a volte irreversibili. La nostra classe ha partecipato al progetto «Web in rete», nel quale un educatore e una psicologa ci hanno fatto riflettere sul forte utilizzo del cellulare e di altri mezzi tecnologici. Durante i vari incontri ci hanno fatto vedere dei video, e uno di quelli che ci ha colpito di più è stato quello in cui c’erano due ragazzi che, appena usciti da scuola usavano già il telefono, e una volta entrati in casa non hanno nemmeno salutato i genitori perché erano troppo occupati a guardare lo schermo. Questo progetto ci ha fatto pensare anche ad un altro aspetto, cioè il fatto che anche bambini piccoli sappiano usare il telefono o il tablet e ne siano dipendenti e non solo: a volte fornire apparecchi elettronici in tenera età sembra essere l’unico mezzo dei genitori per tenere tranquilli i figli, soprattutto in pubblico; il fatto che anche giovanissimi sappiano usare le nuove tecnologie non fa di loro dei geni ma testimonia quanto questi strumenti siano semplici e accattivanti. In conclusione, pensiamo che la tecnologia ormai sia indispensabile, ma occorre usarla con consapevolezza. E questa non è una cosa semplice. Jennifer, Ismail, Meg IIB

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