Lorenzo, i tartufi e il ritorno alla natura

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Lorenzo, 25 anni, di Acqualagna, laureato in Scienze Agrarie a Bologna. L’abbiamo incontrato e ci ha raccontato la sua storia: dal ritorno ad Acqualagna, al coraggio dell’investimento economico in una tartufaia. Poi l’attesa e la pazienza di questa scelta, il vivere i tempi lunghi necessari alla natura, dagli alberi piantati alla maturazione dei tartufi. Come hai scelto di aprire un’azienda di tartufi? «Da piccolo mia mamma gestiva un ristorante e mio babbo era sempre a cercare tartufi. Per questo ho odiato il lavoro dei miei genitori che li teneva lontano da me. Ma il mondo del tartufo mi ha sempre affascinato, e l’idea di fare impresa e costruire qualcosa di mio. Oggi mi sono riconciliato proprio con quel lavoro che oggi mi permette di averli come compagni nell’impresa. Sei stato aiutato nelle scelte? «Sì, non ho mai scelto da solo. Ci sono stati sempre amici coi quali ho condiviso il mio percorso e poi i miei genitori che mi hanno guidato aprendomi con fiducia alla realtà e lasciandomi andare lontano a studiare. Parlaci del tuo lavoro «La nostra tartufaia è una piccola oasi in un mondo di agricoltura intensiva. Noi lavoriamo il terreno e seminiamo a mano senza uso di macchine, controlliamo la crescita dell’albero e lo sviluppo adeguato delle radici, in simbiosi con le quali cresce il tartufo, e attendiamo che questo maturi per raccoglierlo». Cosa occorre per coltivare il tartufo? «Il terreno deve essere molto scosceso perchè l’acqua non ristagni. Servono poi piante e suoli specifici e ad Acqualagna ci sono le tipologie di terreno adatte alla produzione di diverse varietà di tartufo. Anche il bianco pregiato, che non può essere coltivato, cresce spontaneamente nei boschi intorno alla nosra proprietà, boschi che noi ripuliamo regolarmente a vantaggio di tutti i cercatori. Perchè il tartufo costa tanto? «Oltre al lavoro c’è una lunga attesa. La nostra tartufaia ha 18 anni e fino a 6 anni fa non produceva nulla. Abbiamo atteso più di dieci anni senza sapere se sarebbero arrivati i frutti, ma la bellezza del bosco già ripagava l’attesa». È possibile venirvi a trovare? «Si può visitare la tartufaia e, guidati dai nostri cercatori, partecipare alla raccolta del tartufo e gustarlo nel nostro ristorante». Classe II