L’anno di Dante: ma chi era il sommo poeta?

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Abbiamo scelto di incentrare il nostro articolo – nel 700° anniversario della morte e nell’anno in cui Forlì gli dedica la grande mostra ai musei San Domenico – sul ’Sommo Poeta’, colui che ci ha reso più semplice la comprensione della vita, accompagnandoci in un viaggio che ripercorre la storia dell’esistenza umana secondo il suo punto di vista, conducendoci in un mondo che solo lui poteva immaginare. Ed oggi eccoci qui a parlarne, a ricordarlo come l’uomo che affrontò i peccati e le lodi umane attraverso il secolare fiorentino, la lingua alla base delle parole che nei tempi odierni tutti usiamo. Ma diamo spazio al suo vero viaggio: Dante, nato a Firenze nel 1265, è da sempre riconosciuto come uno dei maggiori esponenti del Dolce Stil Novo, corrente letteraria caratterizzata dalla concezione della donna angelica. Si sposò con Gemma Donati e con lei ebbe tre figli, ma non era legato nel profondo alla sua sposa; il Poeta infatti amava spiritualmente la bella Beatrice, un amore non corrisposto, descritto aulicamente nelle sue opere più famose: La Vita Nova e la Divina Commedia. Dante prenderà parte alla vita politica della sua città e proprio per questo motivo verrà esiliato, portandosi dentro il rancore e la tristezza di non poter più tornare nella sua Firenze, sentimenti che faranno nascere in lui una crisi interiore che darà origine alla Divina Commedia. Questo capolavoro letterario, dove ai toni tragici dell’Inferno si contrappongono quelli aulici del Paradiso, si può considerare come un ’Poema Allegorico’ cioè un’opera che mira a dare un insegnamento. Un testo allegorico racchiude infatti un significato più profondo, cioè rappresenta, in chiave simbolica, un elemento della realtà, come nel caso della ’selva oscura’, allegoria del peccato umano. Estremamente attaccato alla religione, Dante riporta frequentemente il numero 3, simbolo della Trinità, nelle sue opere (33 canti per ognuno dei 3 mondi dell’Aldilà …). Anche il numero 7 è ben presente in quello che scrive nella Commedia, infatti simboleggia i 7 Vizi Capitali e le 7 virtù. Come già accennato, in quest’opera il poeta suddivide l’Aldilà in 3 cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso; nella prima, ripartita in gironi, i dannati che ne fanno parte sono tormentati da pene inflitte in base alla regola del Contrappasso. Da questo mondo non esiste via d’uscita, mentre dal Purgatorio si può ’evadere’ una volta espiata la propria colpa. Si arriva infine al Paradiso, il luogo che tutte le anime anelano. Dante, durante gli ultimi anni della sua vita, andrà incontro a diverse sofferenze, ma queste non lo fermeranno, anzi continuerà a scrivere la sua opera fino a poco prima della sua morte. Sono ormai trascorsi settecento anni, 8.340 mesi, 255.500 giorni, 22 miliardi di secondi dalla morte del poeta che, partendo ’dal mezzo del cammin di nostra vita’, ha voluto ricordare storie realmente accadute e raccontare sogni e visioni prodotti dal suo impareggiabile intelletto. Alighieri si immedesima nei personaggi che incontra e giustifica le loro gesta, sia benevole che meschine, e ci fa capire l’importanza di vedere il mondo anche attraverso gli occhi di chi ci circonda. Perché, anche se potrebbe sembrarci strano, lui era un uomo come tutti noi, noi che oggi leggiamo le sue opere idealizzandolo. Dante era come tutte le persone che attualmente abitano la Terra, eccezion fatta per la sua mente così traboccante di idee e cultura. Ed è proprio per questo che lo dobbiamo elogiare e ricordare. Come un uomo normale, con le sfortune in amore, le sue quisquilie e con i suoi momenti più bui, un uomo normale che cambiò la storia. Ad oggi, settecento anni dopo l’inizio del suo ultimo sonno, possiamo ancora fare visita al suo cuore e alla sua mente attraverso le storie che ci ha regalato. È questa la magia che Durante Alighieri ci dona. E voi, cari lettori, fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e canoscenza. Dunque partecipate ai progetti, visitate i musei, di persona o virtualmente, e fatevi catturare dal vortice di emozioni che le opere del Sommo poeta possono regalarvi. Perché, se lo si vuole veramente, anche in un periodo pandemico è semplice poter viaggiare nel cuore delle persone. Vittoria Benelli Carlotta Sansavini classe 3ªB