«In classe con amici musulmani»

Per leggere la pagina clicca qui

Il Ramadan per i musulmani è un mese di digiuno e preghiera. Si può mangiare la mattina prima dell’alba e la sera dopo il tramonto. Quest’anno è capitato ad aprile, dopo le festività di Pasqua ed è finito il 12 maggio. Durante il digiuno, dall’alba al tramonto, i musulmani non possono nè bere nè mangiare. Nella nostra classe quattro ragazzi e ragazze hanno sostenuto questa prova e noi abbiamo intervistato uno di loro. Manuel: Ciao Rahmi, eccoci qui. Ti farò qualche domanda per conoscere meglio la tua esperienza del Ramadan che hai vissuto per la prima volta quest’anno. A quanti anni si comincia a osservare il Ramadan? Rahmi: ‘Il Ramadan si comincia a rispettare dai dieci ai dodici 12 anni’. Manuel: Riesci a resistere per un giorno intero senza bere e senza mangiare? Rahmi: ‘Riesco a resistere un giorno intero senza mangiare né bere. A volte era un po’ difficile: ad esempio quando facevamo educazione fisica a scuola avevo molta sete, ma non potevo bere. Adesso, sai, mi sono così abituato al digiuno che mangio molto meno rispetto a prima del Ramadan!’. Manuel: E’ il primo anno che fai il Ramadan? Come lo hai vissuto? Rahmi: ‘A 10 anni l’ho fatto solo per un giorno, mentre quest’anno l’ho rispettato per tutto il mese. Quest’anno è stato diverso, perché sentivo che stavo crescendo. Comincio a sentirmi grande, ed è un impegno che so di dover rispettare sempre d’ora in poi. Manuel: Perchè è importante fare il Ramadan? Cosa rappresenta per la vostra religione? Rahmi: ‘Il Ramadan per la nostra religione è un modo per sentirsi più vicino a Dio. Nel senso che se lo rispetti compi un passo per avvicinarti a Dio e per poter andare in Paradiso’. Manuel: Come si svolge? E’ uguale per tutte le famiglie? Rahmi: ‘Sì, in ogni famiglia si svolge allo stesso modo. Alle 4 del mattino ci svegliamo per mangiare, così riusciamo a resistere fino a sera, perché non si mangia e non si beve fino a dopo le 20. Gli adulti devono anche pregare. Quando diventerò più grande imparerò le preghiere, così potrò pregare anche io con i miei genitori’. Manuel: ‘Rahmi quando eri a scuola e vedevi i tuoi amici mangiare, come ti sentivi?’ Rahmi: Beh, questa era la parte più difficile della giornata, ma mi davo forza pensando che, finita la scuola, sarei andato a casa e avrei mangiato pietanze ancora più buone’. Manuel: Infine, c’è qualcos’altro che non ti ho chiesto e che vorresti raccontarmi? Rahmi: ‘No, mi sembra di aver raccontato tutto. Sai, Manuel, mi è proprio piaciuto fare questa intervista!’. Manuel Capodanno e Rahmi Guitrana Classe ID