«I bulli, così noi li mettiamo all’angolo»

Per leggere la pagina clicca qui

Ecco una bella prova dei giovani cronisti della classe 2D della scuola media di Santa Maria Maddalena. I reporter, che sono seguiti dalla professoressa di lettere Maura Bellinazzi nel corso dell’iniziativa di cronisti in classe, si sono cimentati con i temi dell’adolescenza, dal significato del gruppo dei pari fino al grave fenomeno del bullismo. Andiamo a leggere i loro articoli. Ultimi giorni per la nostra iniziativa del campionato di giornalismo che anche quest’anno così difficile per il mondo della scuola culminerà con le premiazioni. COMBATTIAMO AD ARMI PARI INSIDIE IMPARI Il termine “gruppo dei pari” indica un raggruppamento di adolescenti o preadolescenti coetanei con un’ eta’ che varia dagli undici anni fino ai 19. Solitamente, i ragazzi che compongono il gruppo dei pari condividono interessi, come attivita’ sportive, abitudini, luoghi di incontro. I rapporti tra di loro, nel tempo, tendono ad allentarsi per lasciare spazio alle relazioni di coppia. Nel gruppo dei pari solitamente c’e’ un punto di riferimento, un leader, che può essere sia un leader positivo, che spinge i compagni a fare azioni positive, che un leader negativo, che solitamente ricorre anche alla violenza e, in quel caso, si può anche trattare di bullismo. Edoardo Finetti Manuel Farinelli Elia Fabbri NON SCHERZATE SUL BULLISMO Brian Signorini diciassettenne, studente del Liceo scientifico di Pistoia, realizza un’ importante lezione contro il bullismo. Un milione e 300mila visualizzazioni, cinque milioni con le ricondivisioni. Commenta il ragazzo, che a differenza di altri video di questo social che, soprattutto, sono fatti per far ridere, questo è fatto per far riflettere. Mostrando un foglio di carta bianca, dobbiamo dirle tantissime cose brutte: – Fai schifo, ma perché sei al mondo? Nessuno ti vuole. Ma non ti viene da vomitare se ti guardi allo specchio? Sparisci. – Stavo, scherzando, mi perdoni? -. Le tue scuse non avranno mai il peso delle parole che hai detto. Se rendi una persona così, vuol dire che le hai fatto del male. Le pieghe del foglio non si stirano e non puoi togliere queste cicatrici. Quindi, bisogna pensarci prima di dirle. C’è poco spazio per le scuse. Brian ha scelto il tema del bullismo, perché non accetta che le persone vangano mortificate. Il bullismo ora è in pandemia e a scuola sta aumentando. E a chi subisce episodi di bullismo dice: «parlatene e non chiudetevi in voi stessi». Non c’è più distinzione tra rete e realtà. Roberto Bonora Cecilia Alì Mohamed, Luca Granini cronisti della 2 D