Ci siamo scoperti registi in tempo di Covid

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Per riassumere il 2020 diciamo ’online’. Perché? All’inizio ci hanno detto ’allerta virus’: pensavamo «tutto normale», ma avremmo sperimentato la paura. Così abbiamo imparato un nuovo modo di fare scuola e trovato come interagire a distanza, ma mentre diventavamo sempre più abili perdevamo tantissimo in socialità. La nostra scrivania rimpiazzava il banco, i file sostituivano compiti e verifiche, l’aula si trasformava in un link su Google Meet e l’animale domestico di casa prendeva il posto dei compagni di classe. Perché in dad non ci sono compagni di banco: questa la cosa che spesso ci ha rattristato di più. A distanza poi si ascolta poco e si capisce meno. Però la dad è stata necessaria per proteggere noi e gli altri e ci ha permesso di andare avanti coi programmi. Inoltre, per alcuni prima era difficile relazionarsi e fare lavori di gruppo, mentre le classi virtuali li hanno aiutati molto nei progetti collettivi, che i prof hanno salvaguardato perché una classe è come un puzzle. In gruppo siamo riusciti, per esempio, a girare un cortometraggio: parlava di una classe che offre un Presepe ai propri genitori. All’inizio sembrava una lezione di letteratura, poi si trasformava, come un flashmob, in un vero e proprio augurio di Natale. Auspicava un caldo affetto familiare e la sicurezza di passare un buon Natale. I prof ci hanno aiutato, ma noi eravamo attori, aiuto regista, sceneggiatori. È stato così bello recitare, far vedere la nostra creatività, che un compagno ha avuto l’idea di realizzare un video-giallo di classe. All’inizio l’abbiamo presa sullo scherzo, ma dopo ci siamo dati da fare, incontrandoci online tutti i venerdì per trovare idee, oggetti di scena, fare provini per attribuire le parti. Abbiamo chiesto aiuto agli insegnanti per colonna sonora e montaggio. Se il nostro film giallo diventa qualcosa di concreto, non rimane una semplice idea: sarà il simbolo di quello che abbiamo imparato. A ringraziare di andare a scuola, a non lamentarci se non possiamo vedere i compagni, ma pensare che abbiamo marchingegni con cui parlare anche con altri Stati; se prendiamo un brutto voto, a non piangere per farlo diventare sufficiente, ma a metterci in gioco. Infine, che la normalità non è ovvia, scontata. Che dobbiamo apprezzare tutti gli abbracci che possiamo dare. Ed è meraviglioso. Classe 2A: L.Ansaloni, L.Bacillieri, N.Barlozzari, L.Bellucco, L.Benetti, S.Cami, E.Cassoli, G.Colombari, A.Domenichini, F.Durelli, V.Giuliani, E.Lanzarini, G.Manelli, L.Marocchi, L.Masini, A.Motta, G.Palmieri, M.Regattieri, S.Simone, T.Stagni, B.Stefanini, A.Testoni, I.Teti, L.Zini.