Tradizioni e culture nel ’Castello’ multietnico

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Castelfranco Emilia, per noi ragazzi ’Castello’, è un comune al centro della via Emilia, ma negli ultimi anni è diventata una piccola realtà multietnica. Sono tantissime le persone che hanno scelto Castello come nuova casa. Già solo guardare alla nostra scuola, con 284 alunni di origine straniera tra infanzia, primaria e medie (dati forniti dalla nostra segreteria) ci dà l’idea di questa realtà che abbiamo voluto approfondire. Con registratore, carta e penna, ci siamo guardati intorno e siamo partiti dalle nostre classi per fare delle interviste. Castelfranco è diventata un centro multiculturale, questo siamo riusciti a capirlo grazie alle interviste fatte ai nostri compagni di classe di diverse nazionalità, infatti abbiamo scoperto culture e tradizioni differenti. Ad esempio, nella seconda B abbiamo un ragazzo cinese di poche parole, che però è riuscito a rispondere ad alcune domande: i suoi genitori sono entrambi cinesi, la sua città natale è Shanghai, «non ha mai provato i tortellini ma vorrebbe». N. della seconda E ci ha detto: «Sono di origine albanese e anche se sono nato in Italia non avevo la cittadinanza, quindi miei genitori l’hanno richiesta nel 2016 e mi è stata data a febbraio di quest’anno. Non ho provato nessuna particolare emozione perché mi sentivo già italiano al 100%». A. della seconda A ci ha raccontato che mantiene vive le tradizioni culinarie brasiliane della sua famiglia, «il brigadeiro (dolce al cacao) e la fejoada (fagiolata)» e sulle sensazioni al suo arrivo a Castelfranco ci ha detto: «È stato strano, era un paese nuovo per me e dovevo cercare di integrarmi». R. della seconda F, origini marocchine, dice: «In Italia mi trovo bene perché ho molti amici». F. della seconda D dice di essere «nigeriano al 50%» e quando gli abbiamo chiesto se si è mai sentito giudicato per le sue origini ci ha risposto «a volte sì, ma non me ne curo». C. della seconda E ha le idee chiare sul razzismo: «È triste pensare che nel 2021 ci siano ancora persone razziste, che hanno paura della diversità. Il razzismo in se è la paura di ciò che non si conosce. Credo invece che si possano scoprire cose nuove conoscendo persone di diverse nazionalità». Del carattere aperto della nostra comunità, abbiamo ricevuto conferma durante un’intervista al sindaco di Castelfranco Giovanni Gargano. Ci ha spiegato che ci sono tante comunità organizzate, sono ben integrate con la nostra città e che esiste anche ’La consulta dei popoli’, un organo nato per far in modo che le diverse comunità possano arricchirsi attraverso la conoscenza reciproca. Da questa esperienza abbiamo capito che le persone cercano di spostarsi per vivere meglio, molti dei nostri compagni sono qui perché i loro genitori lavorano a Castelfranco. Abbiamo anche capito che spesso chi si sposta rischia di essere discriminato o escluso e per questo è importante che ci siano delle forme di inserimento. Abbiamo imparato che a scuola ci sono molti alunni di origine straniera e che questo aspetto a parere nostro è una risorsa. Testo di Sarah B’Chir, Sangha Cantelli, Valentina Cataldo, Giulia Ferrari, Cecilia Gargano, Lucrezia Guarascio, Camilla Kalytych, Anita Marullo, Chiara Miloro, Vittorio Riccardi, Marco Sesa, Noemi Sinacori