«Scuola Montessori, così crescono i bimbi»

Per leggere la pagina clicca qui

Abbiamo intervistato Francesca Fratini e Francesca Ferriccioni, le nostre insegnanti della scuola primaria Montessori. Qual è la più importante differenza tra il metodo della scuola tradizionale e quello della scuola Montessori? «In primis – hanno risposto – si basa sull’individualizzazione: ogni bambino segue un percorso di apprendimento in base ai suoi tempi di lavoro e alle sue inclinazioni, quindi ogni lezione si sviluppa attraverso percorsi paralleli e diversi; non sono quasi mai lezioni frontali, a parte le cosiddette ’grandi lezioni’. Inoltre, si lavora in gruppo creando da subito una dinamica di classe collaborativa. Gli alunni non sono abituati a conoscere i loro voti, ma riflettono ogni volta sul proprio operato e su eventuali errori. Ognuno è consapevole del livello raggiunto e dei risultati ottenuti attraverso un’auto riflessione. Molti materiali usati durante le attività hanno il controllo dell’errore, così, mentre l’alunno svolge un esercizio o un lavoro, si rende conto da solo se sta operando in maniera corretta o meno». Come si diventa insegnante Montessori? «Frequentando un corso di 550 ore, che dura all’incirca due anni, organizzato da associazioni riconosciute dall’Opera nazionale Montessori che coordina i vari gruppi e le diverse associazioni. Alla fine si deve sostenere un esame e poi è opportuno frequentare corsi di aggiornamento oltre ad affiancamenti da parte di team tecnici». Ci descrivete le aule delle classi Montessori e alcuni materiali usati per le lezioni? «Banchi e scaffalature su cui sono riposti i materiali devono essere accessibili al bambino. C’è la cattedra dell’insegnante, ma non è posizionata in un punto focale. I banchi sono disposti a isole per agevolare il lavoro di gruppo e i lavori individuali che richiedono uno spazio maggiore del banco. L’aula è divisa in spazi ben organizzati ed è contemplata come un luogo dove potersi muovere liberamente e al tempo stesso adatta al lavoro. I materiali presenti in aula sono tantissimi e cambiano nel tempo in base ai progressi degli alunni. In questo periodo di pandemia, abbiamo modificato l’assetto dell’aula eliminando non solo i materiali di uso comune, ma anche tante prassi che vengono svolte abitualmente, come ad esempio le attività di vita pratica. I materiali sono molto importanti nella nostra metodologia didattica, quindi non ci siamo perse d’animo e, quando possibile, ne abbiamo riprodotti alcuni, in modo da fare avere ad ogni alunno il proprio». Quali sono le caratteristiche dell’alunno che ha frequentato la scuola primaria Montessori? «Ha la possibilità di soddisfare la propria curiosità e l’apprendimento per scoperta lo aiuta a divenire protagonista della sua conoscenza, scegliendo con autonomia e consapevolezza, guidato dall’insegnante, il percorso da seguire. L’alunno della scuola Montessori dispone di tempi più lunghi per il suo lavoro. Si tende a lasciarlo lavorare su un’attività finché non l’ha completata o non ha assimilato i contenuti di un argomento, rispettando così i tempi di apprendimento». Qual è la lezione più originale svolta e che ricordate con soddisfazione? «Tutte le attività sono state un momento di arricchimento e di crescita per entrambe le parti. Ricordiamo con piacere quella volta in cui gli alunni sono diventati guide turistiche della città o quando abbiamo realizzato una ricerca sulle regioni della nostra Italia. La soddisfazione più grande la viviamo quando i ragazzi riescono a superare le difficoltà e a raggiungere gli obiettivi, da un semplice calcolo eseguito correttamente all’acquisizione di importanti competenze. Ma soprattutto siamo soddisfatte quando gli alunni vengono a scuola contenti e si crea un clima di lavoro costruttivo e sereno, dove tutti collaborano con solidarietà e amicizia senza competizione o rivalità». Tommaso Antinori, Mariachiara Cacciolari, Pietro Casadidio, Elena Forconi, Anna Rossetti, Enea Scarpacci 2ª C