Maturandi, scatta il piano di salvataggio

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di Andrea Alessandrini Scatta il piano di salvataggio dei maturandi, per evitare che si contagino, nonostante la situazione sia ora in netto miglioramento (ma ci sono ancora decine di classi in quarantena in Provincia), a ridosso dell’esame di maturità, per non essere costretti ad allungare la tabella di marcia delle prove orali. D’altra parte gli studenti non rientrano nella categoria dei già vaccinati e sono soggetti più a rischio di tanti altri. Anche quest’anno gli allievi dovranno sostenere un esame di maturità in edizione ridotta con solo una prova orale, come avvenne con la formula adottata nel 2020 quando gli allievi rientrarono in aula dopo il lungo lockdown, proprio in occasione dell’esame di Stato. La riunione plenaria con l’insediamento delle commissioni (formata anche quest’anno dagli insegnanti della classe più un presidente esterno proveniente da un altro istituto) si terrà lunedi 14 giugno alle 8.30, mentre l’ inizio della sessione d’esame con i colloqui prenderà avvio mercoledì il 16 giugno alle 8.30. Le lezioni dell’anno scolastico, invece, si concluderanno sabato 5 giugno. A fini di legittima cautela e per non lasciare nulla d’intentato al liceo linguistico Ilaria Alpi è stato adottato il provvedimento di tenere tutti in didattica digitale integrata gli studenti delle quinte l’ultima settimana di scuola. Come è noto, attualmente gli studenti sono rientrati in presenza alle scuola superiori al 70%, ma nelle classi quinte sono in classe al cento per cento, per favorire lo svolgimento ottimale della didattica in vista dell’esame di Stato. «Anche al liceo scientifico Righi – rende noto la preside Lorenza Prati – adotteremo un provvedimento in tal senso. Vista la riduzione del periodo di quarantena dai 14 a dieci giorni l’orientamento è di far venire a scuola gli studenti fino all’1° giugno e, dopo la festività del 2 giugno, nei restanti tre giorni finali di scuola gli studenti sarebbero in didattica distanza in modo da mettere in sicurezza l’esame per cui, anche in caso di contagio l’ultimo giorno in presenza, cioè il primo del mese, ci sarebbero abbondantemente i dieci giorni necessari per la quarantena di classe, che finirebbero prima dell’avvio dell’esame». Altri istituti preferiscono invece fare scuola in presenza ai maturandi fino alla fine dell’anno. «Al liceo classico Monti – spiega la dirigente Simonetta Bini – abbiamo optato per fare venire a scuola gli studenti maturandi fino all’ultimo giorno di scuola. Siamo fiduciosi e speriamo in bene: la scuola non è un luogo e un veicolo di contagio e, comunque, è possibile eccezionalmente svolgere anche quest’anno la prova orale dell’esame a distanza, oppure spostare la data dell’orale, qualora ci siamo impedimenti di carattere sanitario». La dirigente dell’istituto Agrario-Geometri Luciana Cino è dal canto suo convinta della necessità che gli studenti di quinta frequentino le lezioni in presenza fino all’ultimo giorno. «Non è mica che se non facciamolezione agli studenti in classe – afferma – essi stanno poi chiusi a casa. Non c’è il lockdown, per cui uscirebbero in ogni modo. Io ritengo, a conti ormai fatti visto che ci approssimiamo alla fine dell’anno scolastico, che sia stato sbagliato chiudere le scuole, perché si è pensato solo alla salute fisica. Ma se se si potesse vedere e sentire ciò che vediamo e sentiamo noi operatori della scuola, ci si renderebbe conto di quanto la salute mentale dei ragazzi per vari motivi più fragili sia molto compromessa: per questo il nostro istituto è sempre schierato per tenere aperte le scuole». © RIPRODUZIONE RISERVATA