Libertà, parola complicata che fa riflettere

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L’uomo da sempre ha cercato di espandere la propria libertà, non importava se mentre faceva ciò si ‘calpestavano’ i diritti degli altri; questo infatti il più delle volte andava a minare e a limitare la libertà di altri esseri umani. Le grandi dittature della storia ne sono un esempio: alcune persone sono state lasciate libere di esprimere il proprio volere e di imporlo; il favorire, o per lo meno il non impedire la loro ascesa, sarebbe stata una delle ultime scelte che avremmo mai dovuto prendere, scelta che ha portato a una forte limitazione o soppressione della libertà, fino ad arrivare alla tragedia dei campi di concentramento. Spesso le persone venivano imprigionate o deportate semplicemente per il fatto che erano considerate diverse, inferiori o ostili ai regimi totalitari. Questo è il motivo per cui una giornata come quella del 25 aprile è molto importante per l’Italia, per la nostra storia; gli Alleati sbarcati in Italia e l’azione dei partigiani durante la Resistenza portarono alla fine della dittatura nazifascista e alla liberazione del nostro Paese, per troppo tempo rimasto nel terrore, nella paura, nella privazione delle libertà fondamentali. Grazie a ciò noi oggi abbiamo il diritto di manifestare quello che pensiamo liberamente, senza giudizi e senza subire ingiustizie, così come è espresso nell’articolo 21 della nostra Costituzione, scritta subito dopo la seconda guerra mondiale (“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”) e di essere considerati uguali, in base a ciò che recita l’articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione…”. Questo articolo molto importante fu un passo in avanti per l’Italia, che andò ad affermare con forza tutti quei valori che erano stati calpestati durante gli anni della dittatura. È per questo che la parola libertà può definirsi una parola molto complicata: può significare pace, felicità, serenità, ma, al contrario, può essere capace di portare un paese a una situazione opposta, quando cioè troppa libertà viene accentrata nelle mani di una sola persona e questa si chiama dittatura, che non rappresenta certo la libertà di un intero popolo; la libertà di un popolo è costituita invece dalla libertà di ogni singolo individuo, solo così si può parlare di un vero e proprio paese libero. Quando è una sola persona ad essere libera non si tratta di libertà, la vera libertà si ha quando tutti sono liberi di esprimere il proprio pensiero, anche se contrario a quello di altri, senza essere giudicati o uccisi per questo. Alcune persone troppo spesso sottovalutano l’importanza delle libertà individuali, dandole per scontate, pensando che siano valori acquisiti per sempre; purtroppo non è sempre così e la storia anche attuale ce lo dimostra, sapendo che ancora oggi ci sono molti Stati autoritari in cui non sono rispettatele, o solo parzialmente, le libertà civili e politiche dei cittadini. Vorrei concludere citando una famosa frase che Piero Calamandrei pronunciò nel discorso sulla Costituzione rivolto agli studenti di Milano nel 1955 e che, a parer mio, dovrebbe essere ricordata più spesso: “La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai”. Sofia Benassi Classe III A Scuola media ‘Oriani’ di Casola Valsenio