La presenza ebraica in città: tour virtuale

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Quest’anno, durante il secondo quadrimestre, l’insegnante di storia ci ha proposto un progetto di approfondimento sul capitolo che stavamo trattando nella sua materia: il Fascismo, Mussolini e la discriminazione razziale contro gli ebrei in Italia. Inizialmente la professoressa ci ha divisi in quattro gruppi, ognuno dei quali doveva esaminare un tema riguardante il fascismo, in particolar modo nel territorio forlivese, e uno di essi doveva sviluppare nello specifico l’argomento della presenza ebraica a Forlì. Documentandoci sul sito ’Resistenza mappe’ siamo riusciti a ricavare le informazioni principali sulle vie di Forlì in cui si attesta una presenza ebraica importante. I componenti del gruppo hanno creato una presentazione che poi hanno esposto alla classe suscitando molto interesse perché riguarda luoghi vicini e noti. Il percorso inizia da via Sara Levi Nathan, una delle tre strade insieme a via Porta Merlonia e via Caterina Sforza in cui gli ebrei si riunivano e si concentravano fin dal medioevo per sfuggire alle persecuzioni creando una Giudecca e non un vero e proprio ghetto. Qui in una abitazione privata vi era in passato una sinagoga. Proseguendo per Corso Diaz, incontriamo circa a metà della via un luogo tristemente noto perché ospitava il primo campo di concentramento provvisorio di Forlì nell’Ex Albergo di Commercio, in cui furono reclusi 14 ebrei, poi deportati altrove a partire dal 1943. Si trattava di un luogo improvvisato, non visibile dall’esterno e ciò contribuì a farne perdere la memoria, infatti di questo campo c’è pochissima documentazione. Dei 14 ebrei reclusi in tale edificio nessuno sopravvisse. Arrivando in Corso della Repubblica incontriamo la Camera di Commercio, un edificio a capo del quale c’era il presidente Galassi che fu costretto a lasciare l’incarico a causa del matrimonio con una donna ebrea. Il viaggio prosegue per Piazza Saffi n°3 e n°8: nel primo civico abbiamo ricostruito la presenza della pellicceria Matatia, gestita da una famiglia ebrea molto integrata nel tessuto cittadino che ebbe difficoltà economiche e sociali a partire proprio dall’emanazione delle leggi razziali, tanto che i due fratelli Matatia, dopo essere stati prigionieri a Forlì, vennero deportati nel campo di Auschwitz. Il negozio era frequentato anche dai funzionari del regime fascista, ma caddero in disgrazia e dovettero fuggire. Al numero 8, invece, erano situati la Prefettura, la Questura dell’Amministrazione Podestarile e i Servizi Democratici. Insieme questi tre organi emanarono alcune leggi contro gli ebrei: vi fu il divieto di tenere domestici ariani nelle abitazioni, gli ebrei furono cacciati da circoli cittadini e dagli albi professionali ed infine gli ebrei furono eliminati da tutti gli elenchi telefonici. Prima di giungere al Duomo, ultima tappa del nostro virtuale percorso, si passa davanti all’edificio che ospita attualmente i locali della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì. In passato vi era il Monte di Pietà, nato in seguito al passaggio di Forlì all’interno dello Stato della Chiesa, poiché gli ebrei che facevano tale lavoro ovvero prestare denaro, vennero espulsi dallo Stato. Per concludere il lungo tragitto, oltrepassando Corso Garibaldi, si giunge al Duomo, un edificio risalente al X secolo dove la maggioranza degli storici riconosce lo sforzo del Papa e della Chiesa italiana nel condannare le leggi razziali e successivamente anche la Shoah. Fuori dal centro cittadino, ma limitrofo, si trova un edificio che è doveroso citare in quanto luogo di transito e incarcerazione di ebrei, la caserma di Via Romanello. Questo edificio fu trasformato in luogo di detenzione di ebrei durante l’occupazione, quindi ebbe un ruolo cruciale nella ricerca e smistamento degli ebrei verso i campi di concentramento. Ci sarebbe piaciuto molto vivere realmente questo itinerario che abbiamo fatto virtualmente navigando in alcuni siti internet, avremmo voluto passeggiare per le vie della nostra città raccontando mano a mano la storia dei luoghi incontrati, ma a causa dell’emergenza Covid, non siamo riusciti ad organizzare una bella camminata per il centro cittadino. Speriamo, a pandemia finita, di poter riprendere le nostre consuete gite e soprattutto effettuare quest’ultima tanto desiderata da tutti. classe 3ªN