Il Fai e la cura dei nostri beni più preziosi

Per leggere la pagina clicca qui

Che Fai a Reggio? Il Fai (Fondo Ambiente Italiano) è una fondazione senza scopo di lucro, nata nel 1975 dall’idea di quattro amici con un comune obiettivo: valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano. «Ci basiamo sull’idea – spiega il delegato Fai alla cultura Carlo Baja Guarienti – che ognuno debba contribuire al miglioramento del mondo in cui viviamo: il Fai ritiene che la salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali sia una priorità per il nostro futuro». Il Fai opera a due livelli: interviene su beni in pericolo e sensibilizza la popolazione sul tema della tutela dell’ambiente e dei beni culturali. Durante le Giornate del Fai, i volontari consentono le visite a luoghi speciali, alcuni dei quali spesso chiusi al pubblico. L’associazione si occupa direttamente del restauro dei beni sotto la sua tutela, tramite restauratori professionisti: questo è uno dei suoi obiettivi principali e il motivo per cui vengono raccolti fondi. Ci sono beni culturali locali tutelati dal Fai? «Il FAI non possiede beni in provincia di Reggio – prosegue Baja Guarienti – ma la nostra delegazione, oggi guidata dall’architetta Roberta Grassi, si è occupata negli anni di diversi monumenti: Reggia di Rivalta, Basilica della Ghiara, Teatro Municipale, Palazzo Gabbi-Tirelli, chiese di San Girolamo, San Vitale e di San Giovannino. Quest’anno poi, nell’ambito della «Campagna dei Luoghi del Cuore», abbiamo ottenuto un risultato straordinario: Villa Levi a Coviolo è risultata il luogo più votato in regione con oltre 8.000 voti». Niente male, ci pare. «Mentre le sedi centrale e regionali hanno una struttura di professionisti – aggiunge Baja Guarienti – i delegati territoriali sono volontari e chiunque condivida i principi del Fai può diventarlo. Del resto, il Fai si rivolge a tutte le età: alle scuole elementari e medie (protagoniste delle attività del Fai Scuola), alle superiori (da cui scegliamo gli apprendisti ciceroni, che accompagnano i visitatori durante le Giornate di Primavera e d’Autunno), agli adulti di ogni età. La delegazione reggiana ha un ottimo rapporto con la città che risponde sempre con entusiasmo. Tanto che, pur facendo del nostro meglio, spesso non riusciamo ad accontentare tutti. L’epoca attuale, poi, impone rigidi protocolli: le visite avvengono su prenotazione ed a gruppi ristretti. I viaggi sono ancora sospesi». Una buona notizia però c’è: il 15 e 16 maggio scorso sono riprese le Giornate di Primavera del Fai, che hanno visto l’apertura del Seminario Vescovile di Reggio, per illustrarne il recupero e la valorizzazione post bellica. «Quasi tutti abbiamo un incarico specifico» – termina Baja Guarienti – ma, in realtà, essendo un gruppo di volontari, facciamo un po’ tutti tutto». Non è questo lo spirito giusto? Eleonora Vezzosi, Livia Colosimo e Valentina Ciacci III B