«Ecco a voi le mie sculture fatte di frutta»

Per leggere la pagina clicca qui

Creare sculture di frutta. È questo il talento che il professor Bruno Spaccia, docente dell’istituto alberghiero di Cingoli, ci ha dimostrato in classe realizzando un pesce e un pappagallo con ananas, mango, pompelmi, limoni e olive per gli occhi. In pochi minuti è riuscito a coinvolgerci e a dare forma a un’arte per noi decisamente nuova. Conoscerlo è stato molto interessante, anche perché ci ha raccontato tanti particolari di questa sua passione. «Mi hanno sempre affascinato le sculture di frutta che vedevo agli eventi e ai matrimoni – ha detto il professor Bruno Spaccia –, così ho voluto provare anch’io a farle. Subito le mie opere erano orrende, pure adesso sono piuttosto critico rispetto a ciò che creo. All’inizio usavo addirittura la colla per tenere uniti i vari pezzi di frutta. Oggi, invece, me la cavo bene con gli stecchini e con altre tecniche di incastro. Pian piano mi sono perfezionato e sono arrivato a soddisfare quello che in fondo era il mio desiderio. Perché lo faccio? Voglio trasmettere agli altri la mia visione del mondo attraverso una similitudine fra realtà e immaginazione. La cucina, infatti, è fantasia e io amo guardare la frutta da un diverso punto di vista. Spesso mi ispiro alla musica oppure ai personaggi dei cartoni animati che trasformo in una caricatura. Solitamente realizzo animali, visto il mio amore verso di essi». Mentre il professor Spaccia tagliava con un coltellino speciale la frutta, noi abbiamo ascoltato con attenzione le sue parole e, attraverso diverse domande, lo abbiamo conosciuto meglio. Ha 38 anni, abitata a San Severino, insegna cucina all’alberghiero di Cingoli e, di recente, è stato uno dei protagonisti del videoclip della cantante romana Numa, dedicato al «Coraggio delle idee». «Il mio motto? Guardare la frutta da un altro punto di vista. Lo dico spesso ai ragazzi durante le lezioni: ogni giorno cerco di trasmettere loro qualcosa, provo a incuriosirli e appassionarli. Quando sbagliano o non riescono nel loro intento, rimango calmo, per non abbassarne l’autostima. Mi è sempre piaciuto insegnare, lo faccio con passione. Amo anche la musica e la tecnologia. Invece non so disegnare, né intagliare né fare sculture di ghiaccio. Questo è piuttosto strano, ma è così… Ho anche un sogno nel cassetto: avere un laboratorio tutto mio». Durante l’incontro, il professor Spaccia ci ha mostrato pure il suo sito (www.fruitsculpture-bs.it), in cui pubblica gran parte dei lavori, a cominciare dai più impegnativi: «L’opera più grande che ho realizzato – ha spiegato – è stata la scultura di un leone: ho impiegato diverse ore per farlo e ho utilizzato ben 120 euro di frutta. Poi, di opere carine, ho fatto due cagnolini ispirandomi a Lilly e il vagabondo oppure, in occasione di un 25esimo anniversario di matrimonio di alcuni amici, ho creato due colombe bianche. Spesso mi rilasso inventando qualcosa di nuovo e a volte le sculture che faccio rispecchiano il mio stato d’animo. Mi piace lavorare soprattutto in un ambiente che sia il più calmo possibile, per mantenere la concentrazione». Benedetta Ciattaglia, Greta Enriconi, Jessica Pelagalli e Sofia Bonvecchi della classe 2ª A