Disturbi alimentari, problema in aumento

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Soffrire di un disturbo alimentare sconvolge la vita di una persona e ne limita le sue capacità relazionali, lavorative e sociali. Cose che prima sembravano banali (mangiare con gli amici, non contare le calorie ecc.) diventano difficili e causa di ansia. Negli ultimi anni i disturbi alimentari sono nettamente aumentati, in particolare nel mondo occidentale dove l’ideale di magrezza è sempre più diffusa: qui la pandemia ha portato a un aumento del 30% dell’incidenza di nuovi casi di disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. I lockdown hanno rinforzato i disagi psicologici a causa della limitata possibilità di movimento, dell’esposizione a grandi quantità di cibo, della prolungata e forzata convivenza familiare, delle modifiche alle abitudini alimentari e allo stile di vita, della sensazione diffusa di perdita di controllo; tutti questi fattori determinano su molti l’effetto di focalizzarsi sul cibo, sul peso e sul corpo. Questi cambiamenti hanno avuto un impatto specialmente sugli adolescenti e sui preadolescenti, che hanno dovuto fare i conti con l’improvvisa interruzione delle proprie attività. Abbiamo intervistato una persona che ha sofferto di disturbi dell’alimentazione e ci ha parlato della sua esperienza: «Ho cominciato a sentire un vuoto ed era come se solo il cibo potesse colmarlo. Alternavo periodi di abbuffate a periodi di completo digiuno. Ogni volta che mangiavo sentivo forti sensi di colpa e mi ritrovavo seduta davanti al water pronta a vomitare. Pensavo che se avessi rimesso mi sarei sentita meglio, con la pancia piatta e un senso di sollievo che era sia piacevole che spaventoso. Le calorie erano tutto, perché più mangiavo più sapevo mi sarei sentita in colpa e più mi sarei odiata. Non mi sarei dovuta interessare dei giudizi altrui basati su degli standard impossibili da raggiungere. Mi sarei dovuta accettare». I disturbi alimentari si possono superare, ma serve molta determinazione e aiuto da parte di centri specializzati perché è come uscire da una dipendenza. «I social fanno la loro parte– prosegue il racconto –, condividendo tra i giovani l’idea che la magrezza corrisponda alla bellezza. Amarsi ed accettarsi è alla base di una vita sana e felice, senza dare peso a commenti e battute inutili, le stesse che sono riuscite a distruggermi completamente». Classe 3D: Giulia Bittoni, Camilla Fulgeri, Camilla Musolesi, Margherita Sica, Laura Teglia. Prof.ssa Gioia Gardo. © RIPRODUZIONE RISERVATA