Covid e chiusure: aziende in crisi

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L’anno 2020 sarà ricordato da tutti come l’anno in cui nel mondo si è diffusa l’epidemia del Covid 19, un virus che oltre a costringerci a cambiare notevolmente il nostro stile di vita, ha anche inciso pesantemente sull’economia di tutti gli Stati del mondo, procurando una grave crisi economica che i vari governi stanno cercando di fronteggiare. Per evitare che le persone si contagino tutte insieme e nello stesso momento, il governo italiano ha limitato molte attività commerciali che potevano creare assembramenti, come bar, ristoranti, palestre, cinema e teatri, riducendo il loro orario di apertura o addirittura disponendo la loro chiusura totale. Queste misure, se da una parte sono state motivate con la situazione di emergenza provocata dalla pandemia, dall’altra hanno causato una profonda crisi di molti settori, che, vedendo ridurre notevolmente o addirittura azzerare i loro incassi, non hanno potuto più far fronte ai loro impegni e provvedere al loro sostentamento. Mia mamma, che è socia in una impresa di torrefazione di caffè ed ha come clienti bar e ristoranti, mi racconta spesso delle enormi difficoltà che il suo settore deve affrontare in questo periodo. Dopo la chiusura totale avvenuta durante la prima fase dell’epidemia, dopo aver provato a ripartire durante l’estate quando il virus sembrava essersi attenuato, poi, con il ritorno della seconda ondata e l’imposizione di nuove chiusure, tanti suoi clienti non sanno se riusciranno a salvare la loro attività, anzi alcuni hanno già deciso di chiudere l’azienda dopo generazioni, e questo è davvero molto triste. Lo Stato italiano sta cercando di aiutare in qualche modo i settori più colpiti dalla crisi, attraverso vari strumenti come la cassa integrazione che garantisce uno stipendio ai lavoratori rimasti a casa, il rinvio delle scadenze dei mutui e delle tasse ed anche con dei fondi di denaro da distribuire alle attività più penalizzate, per permettere loro di superare questo periodo, fondi che però sono insufficienti a risarcirli interamente dei guadagni perduti e non eliminano quindi il rischio che possano fallire. Sarebbero necessari aiuti molto più importanti, ma purtroppo lo Stato italiano ha a disposizione risorse limitate a causa del forte debito che ha nei confronti delle altre nazioni e che deve necessariamente tenere sotto controllo per non rischiare a sua volta di mettere in difficoltà le future generazioni, alla quale appartengono i ragazzi della mia età, che dovranno necessariamente ripagarlo. Margherita Carotti IIIA