«Così vi svelo i segreti della storia locale»

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Scrittore, storico e studioso: Andrea Pini, che con decine di pubblicazioni, tra cui I fantasmi del castello di Montecuccolo, Le campane raccontano e C’arabésa, è riuscito a dar voce alla realtà e alla storia di Pavullo e del Frignano, ha accettato la nostra intervista. Gli abbiamo chiesto curiosità sul nostro territorio e sul suo lavoro. Ha sempre avuto la passione per la storia? O è nata in seguito? «La mia passione per la storia è nata alle elementari e si è poi evoluta con l’andare degli anni. Durante l’università studiavo nella biblioteca dell’Arciginnasio, dove c’erano molti libri confluiti lì grazie al direttore Albano Sorbelli, che diventarono un’ottima fonte di consultazione.» Nel suo lavoro di ricerca, dove trova le informazioni? C’è qualcuno che la aiuta? «Sono aiutato da bibliotecari e archivisti che mi aiutano a trovare le informazioni che sto cercando. In alcuni casi anche le parrocchie possono contribuire alla ricerca perchè hanno archivi che contengono manoscritti risalenti a 400 o 500 anni prima, o le famiglie private che custodiscono documenti molto importanti che però non sempre mettono a disposizione. Ultimamente, inoltre, alcuni archivi si sono aggiornati e hanno trascritto molti testi che si possono consultare online.» Passiamo ora a qualche domanda sul territorio. Cosa trova di speciale nei territori pavullesi, tanto da dedicargli i suoi studi? «Sul territorio del Frignano si è cominciato a studiare da poco tempo e c’è molto materiale da consultare; la mia curiosità è ripagata dalle molte notizie ancora non scritte e da pubblicare». Qual è l’importanza della storia locale per la storia d’Italia? «La storia locale è importantissima perché è la base della storia generale, non c’è la storia generale senza la storia locale.» Lei ha anche parlato dei dialetti del territorio. Perché oggi si parla tanto di conservare i dialetti? «Il dialetto costituisce l’identità di una popolazione. Le sue parole si riferiscono alle attività praticate dal popolo, ad esempio quello pavullese richiama le attività agricole perché quasi tutti erano agricoltori, quindi nel loro parlare quotidiano usavano termini che si riferivano a questa attività.» Dal punto di vista culturale, cosa potrebbe attirare un turista a Pavullo? «Il castello di Montecuccolo, conosciuto anche in Germania e Austria per la carriera militare di uno dei Montecuccolo, Raimondo, il quale vinse molte battaglie – la più famosa quella contro i Turchi – e incontrò politici in tutta Europa, mandato dall’imperatore. Ma anche la Pieve di Renno, che ha origini molto antiche essendo stata costruita circa nel 1150 e a cui è stato dato il titolo di ’Pieve’, che significava essere il centro religioso più importante all’interno di un vasto territorio. Molto interessanti anche le chiese di Monzone, di Coscogno, di Verica e Lavacchio. Affascinante inoltre il ponte di Olina, costruito nel ‘500, con una struttura molto particolare che meraviglia chi lo vede per la prima volta». Classi 1°C e 1°H