«Con lo sport abbatto confini e ingiustizie»

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Noi 2^C siamo stati incaricati di intervistare un personaggio del nostro paese Fiumalbo, abbiamo scelto Pierluigi Del Nista, una persona con un cuore d’oro che ci ha raggiunti da Firenze. Pierluigi, detto ’il Pieri’, appena inizia a parlare si rivela nel suo essere estremamente simpatico, dolce e gentile. Abbiamo scelto lui perché per noi ragazzi e ragazze ha fatto molto importando novità e divertimento nel nostro paesino di montagna. Con immenso piacere, siamo lieti di presentarvelo! Com’è stata la tua adolescenza? «A 12 anni ho deciso di andare a studiare in un collegio a Nonantola e di allontanarmi da casa perché a Fiumalbo iniziavo a sentirmi stretto. Eravamo in una camerata grandissima dove sentivo dei ragazzi piangere, prima ero molto timido e introverso, poi ho vinto la mia timidezza perché volendo consolare questi ragazzi gli dicevo che il giorno dopo ci sarebbe stato un torneo di calcetto o altri sport organizzati. Mi organizzavo reinventandomi con lo sport, il mio lavoro è iniziato proprio da qui. Ero talmente impegnato nello studio che venivo a Fiumalbo due o tre volte all’anno. A un certo punto volevo diventare indipendente, infatti mentre continuavo a studiare quando venivo a Fiumalbo conoscendone bene il territorio, mi proponevo guida escursionistica dei ragazzi che studiavano al seminario e li accompagnavo in lunghe passeggiate. Poi, verso i sedici anni sono andato a lavorare al CONI a Pievepelago, mi occupavo del riscaldamento muscolare agli atleti prima che iniziassero a giocare. Studiando e lavorando ho forgiato il mio carattere socievole, divertente e pur non essendo tanto studioso sono riuscito a laurearmi all’ISEF, all’istituto superiore di educazione fisica». La tua passione per l’attività motoria, dove ti ha portato? «Sono tornato a Fiumalbo, esisteva solo l’associazione sportiva La Veloce Fiumalbo riservata agli adulti, io l’ho ampliata includendo anche gli under 18. Eravamo una squadra molto forte e abbiamo vinto anche un campionato regionale, basti pensare che un giorno mi chiamò il Parma calcio per formare una squadra! Con lo sport ho sempre voluto abbattere ogni tipo di campanilismo e ingiustizia, ne parlo anche nei miei innumerevoli libri che hanno raggiunto le 70000 copie. Mi posi un altro obiettivo, il sistema scolastico non prevede l’insegnante di educazione fisica, così decisi di aiutare le maestre e istruire i più piccoli attraverso il gioco e lo sport….ed è proprio così che anni fa ho conosciuto voi piccoli che ora, diventati adolescenti, mi state intervistando!». Qual è il tuo metodo d’insegnamento e il tuo rapporto con i giovani? «Credo di avere un buon rapporto con i miei allievi, li sprono sempre a seguire la loro strada senza farsi influenzare dagli altri, loro mi considerano simpatico e garbato ma mi ritengono spesso anche molto esigente. Coniugo lo sport all’attività ludica, gli schemi motori di base si sviluppano attraverso attività sportive a tema come il quidditch di Harry Potter o le lotte greco-romane». Qual è il tuo rapporto con le feste di Fiumalbo? «Sono stato sempre molto presente riguardo le festività di Fiumalbo! Ho sempre tramandato le tradizioni sperando che a loro volta fossero ri-tramandate. Pensiamo a l’Infiorata, le Figlie di Maria, le Confraternite bianche e rosse, alcune delle più antiche congregazioni italiane. Inoltre da un po’ di anni si è organizzata la festa di San Patrizio, che dura tutta la notte, e poi da non dimenticare il Presepe vivente, dove mi calo nei panni dell’arrotino e tutti i turisti provano l’esperienza di affilare vecchi strumenti e di immergersi nel passato. Avevo guadagnato una nuova fama, ma non ero male neanche nei panni di capo degli elfi, quando lavoravo a La cà’ de Babbo Nadale intrattenendo i bambini con divertenti storie inventate. Bisogna mantenere queste tradizioni, perché sono il nostro tesoro e la nostra eredità!». Grazie Pierluigi, ti saremo sempre grati! Ricordiamo come fosse ieri di quando, alle elementari, ci facevi fare hockey su prato e il gioco dei dinosauri che consisteva nel fare un percorso a ostacoli. Vorremmo tornare ai tempi in cui tutto era più leggero e spensierato, quando facevamo sport immedesimandoci in indiani contro cowboy o nella rielaborazione del Quidditch di Harry Potter, in cui i giocatori dovevano stare a cavallo di scope ’magiche’ da te costruite e dovevano cercare di mandare la palla in porta e segnare. Con te abbiamo imparato la vera essenza dello spirito di squadra, la solidarietà e la responsabilità. Grazie. Alunni e alunne: Sofia, Ilaria, Viola, Arianna, Alessandro, Dario, Cristian, Diana, Stella, Pietro, Emma, Tommaso, Matilde, Vittoria. 2 ^ C IC Pievepelago – sede di Fiumalbo Prof.ssa: Sara R. di Nuzzo