«Come sarebbe bello poterci abbracciare»

Per leggere la pagina clicca qui

I ragazzi della 3 A della scuola Turolla di Ariano nel Polesine hanno svolto un tema, assegnato dal professore d’italiano, dal titolo ‘Un anno è passato, ma cosa è cambiato?’. E’ stato chiesto agli alunni di esprimere le loro impressioni rispetto a un anno fa, da quando tutto ha avuto inizio. La 3ª A di Ariano è stata seguita dal prof Girardello Davide. Coordina il campionato la docente Caterina Maccapani Queste solo le nostre opinioni. LA ZONA ROSSA «Io in questi giorni di zona rossa mi sentivo molto più forte al posto dell’anno scorso, perché sono molto più preparato per quello che potrebbe succedere e per le lezioni online. Secondo me se rimaniamo a casa e seguiamo tutte le varie restrizioni si potrebbero evitare le chiusure delle intere regioni. Se stiamo con la famiglia e facciamo quello che ci dicono per non espandere il virus, il nostro futuro diventerà un posto migliore» CON LE MASCHERINE «Tutto ciò ha cambiato in modo drastico le nostre vite, le mascherine sono scomode e fastidiose e ci hanno cambiato la vita. Il contatto umano è insostituibile, a scuola anche solo uno sguardo o un gesto di un professore valgono più di mille parole. Era meglio scambiare due chiacchiere di persona e non sui social network. La scuola ci offre l’opportunità di lavorare attraverso word e vari programmi e comunque penso che nel nostro futuro non sarà più presente il Coronavirus» VERSO LA NORMALITÀ «Riesco a venire a scuola. Con i vaccini torneremo alla normalità» COME UN TEMPO «Sarebbe bello riabbracciarci come un tempo e togliere le mascherine, bisogna comunque resistere ma non è facile. Grazie alle tecnologie ci sentiamo meno soli ma anche gli adulti hanno bisogno di noi. Non si può uscire come prima ma l’importante è non pensare negativo» IN PRESENZA «Noi siamo stati più fortunati rispetto per esempio ai ragazzi delle superiori che hanno frequentato la scuola per pochissimi giorni o che proprio non ci sono stati, sono sicura che la situazione si risolverà, ma saranno necessari diversi mesi. Grazie anche ai familiari ci sentiamo meno giù, sono felice di frequentare la scuola in presenza e vedo comunque la luce in fondo al tunnel» IN CASA «Ho avuto ansia e sono triste perché non posso uscire con gli amici» AMBIENTE «Uno dei pregi di questa situazione è quello di inquinare meno non usando i mezzi di trasporto» LA SPERANZA «Spero che possa finire, ma penso non sarà facile tornare alla normalità. Io provo a cercare un aspetto positivo in questa situazione, ma mi sembra di vivere un incubo. Abbiamo perso due anni dell’adolescenza così senza fare feste, compleanni con i nostri familiari. Secondo il mio punto di vista il tunnel è lungo con imprevisti, ma si spera di tornare alla normalità».