Bellezza, una questione di canoni estetici

Per leggere la pagina clicca qui

Quante persone sentiamo lamentarsi del proprio aspetto ogni giorno? Una quantità esorbitante. Magari perché non si vedono abbastanza alte, magre, o, al contrario, credono di esserlo troppo. Le parole che spesso vengono usate per descrivere questo turbamento sono: non sono bello o bella. Ma da cosa dipende la bellezza? Iniziamo subito col dire che la bellezza è assolutamente soggettiva, perché ognuno distorce a modo proprio una determinata persona (ma anche un’immagine o oggetto), secondo la sua percezione, la sua esperienza e la colloca in modo diverso in specifici contesti. Ma allora perché si può avere l’impressione di ’non essere belli’, se la bellezza sta negli occhi di chi guarda? Se il proprio aspetto potrebbe essere considerato attraente da una grande fetta di persone? Ecco: qui entrano in gioco i canoni di bellezza. Sin dall’antichità, dall’alba della storia umana, queste ’regole’ hanno sempre stabilito il profilo fisico ideale, variando a seconda dell’area geografica, della condizione sociale della persona e, soprattutto dal periodo storico, diventando rigidissimi in alcuni momenti e meno in altri. Sebbene anche gli uomini siano sempre stati soggetti ai canoni, le più colpite sono da sempre le donne. Con la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa, la pubblicità e l’iconografia popolare, i canoni di bellezza femminile si sono diffusi in tutto il mondo occidentale dall’epoca vittoriana fino ad oggi, cambiando spesso, a seconda degli avvenimenti emergenti di una determinata epoca. Durante tutto il XX secolo le mode e gli schemi sul fisico ideale sono variati notevolmente, quasi di decennio in decennio, alternando curve vertiginose a silhouettes longilinee e asciutte, capelli lunghi e scarmigliati a tagli corti e ordinatissimi, e così via. Se ad esempio durante la Belle Époque le donne più ammirate erano quelle fragili e delicate che sfoggiavano curve abbondanti ed un vitino da vespa, ecco che subito dopo la Prima Guerra Mondiale, durante i ruggenti anni Venti era molto più apprezzato un corpo androgino, mascolino e quasi senza forme, completato da un bob corto e da un bicchiere di alcool in mano. Ma, già dieci anni dopo, tornarono in voga le curve e il fisico a sirena, favoriti dalle dive di Hollywood e, in Italia, dal regime fascista, che promuoveva la guerra contro lo slogan ’magro è bello’. Stessi gusti si riproposero vent’anni dopo, nel dopoguerra, in seguito all’interruzione seduta alle donne dallo stile militaresco degli anni Quaranta. Ad incoraggiare il ritorno della moda curvy negli anni Cinquanta ci fu ancora una volta l’industria cinematografica americana, che con attrici come Marilyn Monroe e Sophia Loren promosse l’abbondanza e la ricchezza del periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Ma ecco che arrivano gli anni Sessanta, che portarono un vero e proprio sconvolgimento. Dalle attrici vamp tutte curve e biondissime, si passò ad un ideale di donna minuta, magra e quasi senza forme, con l’aspetto di una bambina, quasi a voler immortalare per sempre in lei la spensierata adolescenza. Intanto gli orli degli abiti si accorciavano sempre di più, e fu proprio durante questo decennio che la modella inglese Twiggy sfoggiò per la prima volta una minigonna in passerella. Anche durante gli anni Settanta si volle mantenere intatto il modello di ’adolescenza eterna’, continuando a favorire l’ideale di donna magra, longilinea e scattante, mentre negli anni Ottanta si ebbe un’altra svolta ancora: ecco il boom delle supermodelle. Si prediligevano fisici proporzionati, gambe lunghissime, misure canoniche 90, 60, 90. E se pensate che questo ultimo canone sia quasi irraggiungibile, beh, avete ragione. Se invece pensate che sia il più irraggiungibile, allora in questo caso avete torto. Infatti negli anni Novanta, soprattutto grazie all’influentissima modella Kate Moss, divenne tendenza del momento l’heroine chic: corpi magrissimi, androgini, viso emaciato, occhiaie e look grunge. Dopo questa moltitudine di ideali e canoni di bellezza del Novecento, abbiamo quelli dei primissimi anni del Nuovo Millennio, comprendenti fisici muscolosi e atletici per la prima volta persino per le donne, che mettono in mostra le pance piatte e gli addominali scolpiti. Negli ultimi tempi, invece, più che una moda vera e propria si sta diffondendo un melting pot’ degli ideali del secolo scorso, favorendo sia curve stratosferiche sia corpi statuari e sportivi. Quindi, ora, dopo questa piccola finestra sulle varie mode nel corso del tempo, vi sentite ancora ’non belli’? Anagiulia Lagatta classe 3C