Alì, il viaggio della speranza di un bambino

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«Stanotte guardiamo le stelle» racconta l’odissea di Alì Ehsani, partito a otto anni dall’Afghanistan col fratello in cerca di un futuro possibile. Grazie a Feltrinelli e tramite la piattaforma Zoom, abbiamo incontrato Alì, autore e protagonista del viaggio e Francesco Casolo, coautore del romanzo. Alì, perché ha voluto raccontare la sua storia? «All’inizio, quando ero piccolo, era difficile raccontarla perché pensavo che qualcuno mi avrebbe preso in giro oppure mi avrebbero detto che ero un ragazzo orfano e avevo paura. Quando ho incontrato Francesco, ci sono stati dei momenti in cui non riuscivo a raccontare perché mi rattristavo, lui mi aiutava a spiegarli e da lì abbiamo iniziato a scrivere questo racconto. Volevo dare un messaggio di speranza e di informazione». Cosa l’ha spinta a rischiare e a lasciare una situazione che era sicura come quella dal turco? «Ho lasciato la Turchia perché non avevo i documenti e i diritti che avrei potuto avere in Italia: non avevo il diritto di andare a scuola e quindi lì non vedevo nessuna possibilità di futuro. È ovvio che a casa del turco mangiavo, dormivo, però non potevo andare a scuola». Che cosa le ha dato la forza di andare avanti dopo aver scoperto della morte di suo fratello? «All’inizio ero disperato e pensavo non ce l’avrei fatta, ma i miei genitori dal cielo mi hanno dato il coraggio per andare avanti e realizzare i sogni di mio padre». Adesso l’Italia è casa? «Per alcuni la propria casa è dove si vive. Per me ’casa’ significa anche un Paese che ti accoglie e in cui ti senti integrato». In quale momento della sua vita ha capito di essere cresciuto? «Crescere vuol dire prendersi le responsabilità di ciò che fai, l’ho capito dopo la morte di mio fratello. Ho capito che avrei dovuto fare io ciò che per me faceva mio fratello». Cosa ha imparato? «Io dico che le storie non vanno dimenticate ma vanno conservate per non ripeterle. Quando pensi che non ce la fai, guardi il tuo passato e vedi cosa sei riuscito a fare. Lo utilizzi quindi per il tuo futuro». E invece lei, Casolo, cosa ha imparato dalla storia di Alì? «Direi anch’io una cosa simile. Quello che ogni tanto ci si dimentica quando si va avanti nel libro è di quanto fosse lamentoso e mammone questo ragazzino che poi è in grado di tirare fuori tutte queste risorse. La grande lezione è quindi che ognuno di noi ha delle risorse che spesso non sa di avere e che le situazioni fanno spesso il coraggio». Classe 3ER: Matilde Castellari, Alessandra Del Gaudio, Lucrezia Puccetti. 3FR: Irene Bizzarri, Greta Sina, Giorgia Visalli Ghezzi. Prof: Cinzia Lurdo, Matilde Lanzi.