Torre spada: ferita mortale per un malato incurabile

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RENAZZO Distante in linea d’aria meno di tre chilometri dalla nostra scuola, immersa in un profondo silenzio, interrotto solo dal passaggio delle auto sulla strada antistante le mura di cinta, si trova Torre Spada, una villa-castello resa quasi irriconoscibile rispetto la sua originaria architettura, eppure maestosa, affascinante quanto sinistra. Molti di noi passati qui davanti in auto distrattamente l’hanno sempre notata ed ora, divenuti più grandi, abbiamo voluto indagare sul suo passato e sul possibile futuro. Tre nostre compagne si sono recate sul posto a fotografarla. Irene è rimasta scioccata perchè vedere da vicino un luogo storico ridotto in quelle condizioni di degrado non se lo aspettava. Osservando attentamente, le ha suscitato molte emozioni. La prima è stata lo stupore: vedere torre Spada dalla strada è molto diversa rispetto a un’osservazione ravvicinata. Accostandosi con cautela, si è immaginata cosa, andando indietro nel tempo, potesse accadere all’interno delle alte mura che la circondano. L’ha guidata nell’esplorazione la curiosità di sapere di più, come se ci fosse qualcosa di importante che nessuno sa. Pensare, dopo una indagine storica condotta a scuola, che forse Lucrezia Borgia avesse calpestato quello stesso suolo o gli Spada di Bologna, che utilizzavano la villa per ricevimenti estivi con persone importanti. Il lungo palazzo signorile seicentesco fatto costruire dal Cardinale Bernardino, sulla facciata aveva tre ordini di finestre, due rampe di scale laterali e, sotto al tetto, vi era lo stemma della famiglia Spada. Ora il tetto è interamente crollato e la parte sul retro tutta ricoperta di edera che avvolge le mura. Con le mani oltre il cancello, Irene è riuscita a fare altre foto tra i pannelli messi lì per pericolo di crolli, soprattutto dopo il terremoto del 2012, che l’ha abbattuta ulteriormente, ferendola a morte. Anche l’oratorio di San Gaetano è quasi irriconoscibile e l’unica struttura rimasta è la torre, restaurata più volte nel corso dei secoli. La casa del fattore, tutt’ora, viene utilizzata dagli attuali proprietari. Anche Agata ed Emma hanno fatto un reportage, con particolare attenzione alla ghiacciaia, già utilizzata come nascondiglio durante visite fanciullesche. Dall’intervista con una delle proprietarie, T. B., abbiamo saputo che questa è una delle poche ghiacciaie esistenti in Emilia. Questo edificio ora è sotto il vincolo della Sovrintendenza delle Belle arti di Ravenna; nonostante i proprietari si aspettassero da circa 10 anni un aiuto economico, almeno per il ripristino del tetto, per evitare il crollo definitivo delle strutture portanti, non riceverà i fondi sperati; a malincuore, l’intervistata afferma che da soli i costi da sostenere sono troppo grandi. Il destino di Torre Spada, perciò, pare purtroppo segnato per sempre e anche noi ne siamo rattristati. © RIPRODUZIONE RISERVATA