L’Inferno 2.0? Luogo per influencers e haters

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Come oramai tutti sanno, nel 2021 viene celebrato Dante Alighieri: noi ci siamo domandati quali potrebbero essere i peccatori nella nostra epoca tecnologica ed iper connessa. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita considerevole dell’uso e dell’abuso dei social network: tra quali gironi infernali il sommo poeta Dante, armato di pc e corona d’alloro, sarebbe pronto a spedire vip e non? Subito dopo essere uscito dalla selva che gli aveva riempito il cuore di paura, il poeta fiorentino incontrerebbe non più gli indolenti ignavi, ma gli influencer, ossia coloro che in vita hanno condiviso la loro intera giornata sui social: il grande poeta commenterebbe che «fama di loro il mondo esser non lassa» e la pena del contrappasso non sarebbe inseguire una ‘ratta’ bandiera, ma cercare di raccattare più likes possibili. Continuando il suo viaggio, nel luogo in cui aveva incontrato gli amanti tragici e lussuriosi, ora si imbatterebbe in coloro che in vita amarono solo la propria immagine riflessa in molteplici selfie e i cui visi sono stravolti dalle strane espressioni che assumono durante gli autoscatti, anime che camminano solo di tre quarti, con bocche semiaperte e occhioni spalancati: tra questi il poeta riconoscerebbe molti vip e gente comune, rinchiusi per punizione in una stanza avvolta da specchi che ne deformano l’immagine e obbligati a guardare il loro aspetto eternamenti insoddisfatti. Sempre più famosi stanno diventando i programmi culinari o le ricette online, che hanno sostituito i quaderni scritti a mano dalla nonna. Anche Ciacco, il più famoso dei ghiottoni, li ha persi tra le acque del Lete, il fiume dell’oblio, ed è quindi costretto a seguire le veloci ricette che assicurano che in 10 minuti di preparazione riuscirai a cucinare il cenone di Natale (ma per la pena del contrappasso non riuscirà mai a procurarsi tutti gli ingredienti). Intanto probabilmente Ulisse è riuscito a tornare a Itaca e così Dante nell’ottava bolgia, quella dei fraudolenti, incontrerebbe i diffusori di fake news, notizie false, urlate e pubblicate migliaia di volte: questi peccatori sarebbero dentro a fiammelle ardenti, costretti a bere piombo fuso così da mettere a tacere le loro menzogne. Il girone dei violenti sarebbe sempre più affollato e certo un posto considerevole sarebbe occupato dagli ‘haters’, odiatori per vocazione, violenti per indole, che con rabbiosa ira percuoterebbero immaginarie tastiere vomitando insulti e minacce, venendo rincorsi ed eternamente dilaniati da leoni che si avventerebbero sulle loro carni. Solo dopo aver terminato un siffatto viaggio l’autore fiorentino, dopo essere svenuto molte volte, frastornato non da urla e strepiti, ma da mille notifiche, email e richieste di visualizzazioni, riuscirebbe ad uscire e a riveder finalmente le stelle. Viola Zaniboni IIC Disegno di Rita De Luca IIC