«La tecnologia ha cambiato le nostre vite»

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«Mio padre mi comprò il primo computer quando ero alle medie. Ricordo che c’erano dei floppy disk contenenti dei giochini piuttosto elementari: tipo dei labirinti da dove uno doveva uscire spostando delle casse». Margherità Saccà, madre di uno studente, racconta le esperienze con gli apparecchi tecnologici. «Invece il computer tutto mio l’ho avuto quando avevo 23 anni». Quali strumenti tecnologici possedeva da studentessa? «Poco o niente quando facevo le medie, avevo un videogioco di due che si davano le botte. Il telefonino ce lo ho avuto il primo anno di università, nel 1997». Che rapporto aveva con la tecnologia? «La tecnologia piano piano è cambiata, nel senso che prima mi serviva più che altro a scopo lavorativo o scolastico, scolastico forse poco, più nel periodo dell’università, ma alle superiori non avevo bisogno di apparecchi elettronici o per lo meno di computer o telefoni». In questo periodo con le videolezioni stiamo per 3 o 4 ore davanti al computer e poi il pomeriggio almeno un’ora per fare i compiti e un’ora per svagarci e così diventano 5-6 ore in totale. Cosa pensa del fatto che ormai per noi è difficile stare davanti a un qualsiasi strumento tecnologico per meno di un’ora? «Sta diventando un vizio e non un divertimento, limita la fantasia e la voglia di fare. Bisognerebbe ridurre i tempi. Certo è difficile per un genitore controllare i figli, considerando che spesso è fuori casa per lavoro». Massimo Spitilli, Federico Mazzè, Tobia Accorsi 2ª E Abbiamo intervistato Simona Valeri, mamma di una nostra compagna di classe e le abbiamo chiesto: quali sono stati i primi dispositivi per giocare? «Negli anni ’80-’90 si giocava con grandi e ingombranti macchinette che si trovavano nei bar e nei locali, che si chiamavano arcade». «Come funzionavano? «Tramite un joystick che permetteva solo pochi movimenti e qualche pulsante. Avevano una grafica elementare, non molto realistica ed entravano in funzione dopo aver inserito dei gettoni da acquistare o direttamente delle monete». Quali erano i giochi più comuni? «I giochi che si trovavano più spesso nei locali erano «Pac-man», «Tetris», «Space invaders» e «Super Mario Bros». Che tipo di giochi erano? «Erano principalmente giochi sparatutto, di zombie, di combattimento e di strategia, ma sempre molto semplici. Per esempio Pac-Man consisteva nel mangiare dei puntini, scappando da quattro fantasmi». Qual è stato il primo dispositivo che ha avuto? «Un Commodore 64. Era composto da una tastiera alta e molto ingombrante e da uno schermo. Per poterci giocare bisognava collegare con un filo un lettore e inserirci la cassetta del videogioco e aspettare 20 o 30 minuti che si caricasse». Giacomo Ponzelli, Paulo Zefi, Nicol Re, Matilde Frascarelli 2ª E