La nostra esperienza col giornalismo sportivo

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In questo anno scolastico che sta per volgere al termine, noi alunni di prima media, come molti altri studenti italiani, per l’emergenza dettata dal Covid, ci siamo dovuti adattare a regole molto rigide che non hanno consentito di svolgere liberamente l’attività motoria in palestra. La nostra professoressa di scienze motorie, Anna Remondini, non si è persa d’animo e ha deciso di sperimentare insieme a noi un’attività interessante per scoprire il mondo dello sport anche restando seduti sui banchi di scuola: il giornalismo sportivo. Qualche pagina di giornale, alcune riviste da sfogliare e poi la sorpresa. Ci ha proposto di fare un’intervista proprio a lei e con sorpresa abbiamo appreso che la nostra docente era la campionessa mondiale di pattinaggio artistico in carica. Forse questa vocazione all’insegnamento le è stata comunicata dai suoi vecchi docenti. Anna Remondini, infatti, ha due vite: una sui pattini e una sulle scarpe da ginnastica. Appena laureata ha intrapreso la carriera di insegnante nella scuola e solo quest’anno è arrivata nella nostra, la ’Caterina Sforza’ di Forlì. Molto giovane, sì, ma molto intraprendente, in quanto da quando è nella nostra scuola ci sta insegnando non solo lo sport, ma anche il mondo ad esso collegato. Quando le regole di limitazione del contagio del Covid non lo consentivano e dovevamo rimanere in classe a svolgere l’attività di scienze motorie ci siamo dedicati al giornalismo sportivo, alla visione di film che ci raccontavano lo sport in epoche diverse e a studiare il funzionamento del corpo. Con le nuove disposizioni del ministero che permettono le attività in palestra o all’aria aperta facciamo ora attività di gruppo, nel rispetto della distanza. Un carattere severo, intraprendente e sempre ispirato da molte idee, come quella di farci viaggiare virtualmente tra i paesi del mondo alla scoperta delle loro tradizioni popolari sportive durante le settimane trascorse a casa in DAD. Anche in pista si comporterà in questo modo? Del pattinaggio sappiamo che adora la musica e la libertà di esprimere le proprie emozioni attraverso la danza. Ha vinto ben sette mondiali, tra cui quelli tenuti in Cina, Francia, Spagna e Nuova Zelanda. «Anche il mondo artistico delle rotelle ha i suoi Giochi Olimpici – racconta Anna –. Si chiamano World Roller Games, si tengono ogni quattro anno e coinvolgono tutti quegli sport considerati minori che non riescono a rientrare alle Olimpiadi». Anna ha vinto l’edizione 2013 che si è disputata nella città di Cali in Colombia con il suo partner romano Alessandro Spigai pochi mesi prima di partire per il loro ultimo mondiale insieme alla conquista del gradino più alto del podio. La carriera di questa grande atleta non si basa solo sull’essere una pattinatrice, ma anche sull’insegnare e trasmettere la passione per lo sport. «Sui pattini ti senti invincibile, libera – confessa–. Quando ho vinto la mia prima gara mi sentivo incredula». La sua prima vittoria nazionale, infatti, arriva a 8 anni e il primo mondiale a 15. In questa carriera, sempre al suo fianco, c’è stata la sua allenatrice Lorenza Residori a cui è molto grata. Insieme hanno superato anche un grande scoglio che ha coinvolto Anna in un anno di squalifica per presunto doping. «Sono stata molto superficiale nella gestione dei controlli anti-doping organizzati fuori competizione e per questo sono stata costretta ad un anno di stop forzato dal quale Lorenza e io siamo uscite a testa alta e con una grande forza per affrontare il ritorno in pista». Queste sono le parole di Anna per il suo sport: «Il pattinaggio è un modo di esprimersi, dà un senso di libertà, di abbandono del mondo esterno e ti comunica l’impressione che nulla sia impossibile». Adesso nella sua vita non c’è più spazio per le gare e ha scelto di terminare la carriera agonistica da professionista. In questo momento per lei sono importanti il lavoro, la famiglia ed è il momento di preparare altre atlete che, come lei, hanno un sogno nel cassetto da realizzare. Classe 1ªB