La cucina è cultura, quindi va tutelata

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La cultura culinaria bolognese inizía nel Medioevo quando alla corte delle potenti famiglie lavoravano i cuochi più famosi. A distanza di novecento anni il celebre Pellegrino Artusi (1820-1911) la loda in riferimento a uno dei piatti tipici bolognesi, i tortellini: «Quando sentite parlare della cucina bolognese, fate una riverenza, che se lo merita. É un modo di cucinare un po’ grave, succulento, di buon gusto e salubre, tanto è vero che colà le longevità di ottanta e novant’anni sono più comuni che altrove». Anche famosi letterati italiani, come Giacomo Leopardi che venne più volte a Bologna, immortalarono i loro soggiorni nella città «grassa»: un soprannome che è sopravvissuto fino ai gorni nostri. Negli anni ‘70 poi alcune istituzioni enogastronomiche avevano promesso di registrare presso la Camera di Commercio i prodotti più rappresentativi della città, cosa è stata fatta, ma solo nel XXI secolo la città ha richiesto per la prima volta di far parte dei Patrimoni dell’Umanità. Nel 2006 è iniziata la candidatura per i suoi portici, attrazione turistica della città e caratteristica urbanistica e architettonica davvero unica. L’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura), che dal 1945 promuove progetti di ricerca scientifica, storia e cultura, tutela i diritti umani e conserva i patrimoni culturali e naturali della terra, sta valutando questa proposta. Nel 2018 la Città metropolitana ha fatto richiesta all’Unesco per la seconda volta di far parte dei Patrimoni dell’Umanità. La candidatura riguarderà un bene immateriale, ma molto importante, la cucina bolognese. La proposta è partita dopo la candidatura della dieta mediterranea e dell’arte dei pizzaioli napoletani. La valutazione richiederà alcuni anni, si concluderà infatti nel 2022 quando si avrà una risposta sulla decisione o un eventuale rinvio della stessa con la segnalazione di modifiche da apportare. Ma perché candidare la cultura gastronomica bolognese? La nostra città ha tutte le caratteristiche per entrare tra i Patrimoni dell’Umanità, inoltre, i cittadini vorrebbero che Bologna non venisse ricordata solo per mortadella e tortellini, ma anche per piatti più antichi e meno conosciuti ma non per questo meno di valore. Va ricordato inoltre che Bologna è un unicum a livello mondiale e rischia di perdere l’identità storica. Le imitazioni dei prodotti bolognesi causano la perdita di miliardi di euro, provocando un danno all’economia della città. Classe 2C: Barilli Bianca, Ben Dallaj Mouna, Bottillo Alessandro Nico, Cenci Asia, Chiapparini Svetlana, De Franco Andrea, Diab Basma, Dunda Iglia, Es Samet Salahdin, Grillo Marco, Islam Asmit, Lin Yuhao, Magli Elisa, Marcello Christian, Mejebri Nasym, Memeo Arianna, Parazza Fabio, Sorrentino Agata, Stiano Aurora e Tomasini Ryan. Prof. Tiziana Traini e Michele Ruggeri.