«Bulli nella Rete, bisogna mettere un freno»

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Il cyberbullismo e le sue conseguenze sui giovani, questo il tema sul quale si sono misurati i cronisti della classe I A dell’istituto comprensivo di Porto Tolle. Andiamo a leggere. In questo periodo concedere l’utilizzo libero di un telefono cellulare ad un bambino o ad un adolescente può essere pericoloso, soprattutto per il cyberbullismo e le sue conseguenze. Questo termine si riferisce ad azioni di bullismo messe in atto attraverso le nuove tecnologie: telefoni cellulari, computer, tablet. Il flaming, ad esempio, consiste nel mandare sui social network pubblici dei messaggi violenti e volgari che portano ad una vera e propria guerra verbale online. L’harassment, che in lingua inglese vuol dire “molestia”, consiste nel mandare ripetutamente messaggi privati scortesi e offensivi attraverso e-mail, sms, mms. Il cyberstalking, per fortuna entrato nel codice penale nel 2009, consiste nel molestare e intimidire una vittima prescelta attraverso internet, facendole perdere sicurezza e autostima: si tratta di stalking fatto online. La forma più diffusa di cyberbullismo avviene quando il cosiddetto cyberbullo minaccia e offende la vittima sui social network e ricerca sempre di più i suoi dati personali, in modo da poterla ricattare e perseguitare. Il flaming è una delle forme più devastanti perché il cyberbullo contatta la vittima sui social come WhatsApp o Instagram e ad inizia con lei un vero e proprio contrasto verbale online: accade che spesso il cyberbullo sia anche aiutato da alcuni suoi amici che lo sostengono con l’obiettivo di farlo sentire più forte. Dopo aver maltrattato la vittima sui social, il cyberbullo spesso crea un profilo falso dove si spaccia per la vittima stessa e scrive degli insulti rivolti ad altre persone per dimostrare che la sua vittima è una persona abietta e malvagia. Il cyberbullismo inizia durante un incontro online e prosegue per mesi o addirittura per anni: può arrivare anche a sfociare in un vero e proprio dramma che si verifica successsivamente nella realtà, quando la vittima mette in atto comportamenti autolesionistici dettati dalla disperazione e dalla fragilità del suo carattere. I bulli maltrattano la vittima facendole del male, causandole sofferenze, soprattutto mentali, fino a portarla alla depressione e anche, in alcune circostanze, al suicidio. Il cyberbullismo in Italia continua ad aumentare e bisogna fermarlo: bisogna insegnare ai ragazzi ad usare i social network in modo saggio. Se un bambino o un ragazzo viene preso di mira dai bulli, tramite internet, deve cercare di non farsi intimorire e, soprattutto, deve parlarne con un adulto in modo che il cyberbullo non continui a minacciarlo, a insultarlo, a maltrattarlo e a demolirlo psicologicamente. Questo fenomeno avviene perché i giovani continuano a creare account falsi dove inseriscono dati inventati o dati dei propri genitori. La classe I A con Nicolò, Martina, Ilaria, Martina, Sara, Silvia e Enrico