Viviamo in un paradiso ma lontano da svaghi

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Ecco la pagina dei reporter della classe 3ª E del plesso di Scardovari (comprensivo di Porto Tolle). Gli allievi si sono misurati ra i banchi sui temi dell’adolescenza, dell’amicizia. Hanno scritto anche alcune riflessioni sul loro paese e sull’importanza della solidarietà tra i giovani. Gli studenti sono stati seguiti dalla professoressa Alessandra Lecca. Andiamo a leggere i loro articoli. *** ADOLESCENTI: SOGNI E BISOGNI Noi giovani stiamo vivendo l’adolescenza, un periodo difficile della vita, che ci porta ad affrontare cambiamenti fisici e interiori, che non sempre riusciamo ad accettare: il cambio di personalità, la comparsa dei brufoli, il cambio di voce, il primo ciclo mestruale per le ragazze, nuove amicizie. Pensiamo anche a quei ragazzi che hanno problemi sia adolescenziali sia dovuti alla disabilità, per loro la situazione è ancora più difficile della nostra, perché non sempre ricevono l’aiuto adeguato. In classe ci siamo posti delle domande, ad esempio: che cosa ci viene offerto nel luogo in cui viviamo? La scuola pubblica, che ci permette di studiare, e che quest’anno ci ha anche messo a disposizione lo sportello psicologico; abbiamo poi l’assistenza medica, associazioni di volontariato, il parco giochi, che ci permette un po’ di svago, i campi da gioco, che permettono di tenerci in forma e di fare molti sport. Riusciamo a soddisfare i nostri bisogni? Parzialmente: sì, riguardo alle necessità di tutti i giorni, ma i posti di svago per noi non sono molti e per divertirsi bisogna spostarsi in altre località. Il luogo in cui viviamo è molto bello, ma ci sentiamo un po’ isolati. Vorremmo centri ricreativi, che possano accogliere tutti gli adolescenti, anche quelli disabili. Spostarsi anche solo per pochi chilometri non è semplice e per i ragazzi disabili lo è ancora più complicato. Noi giovani abbiamo le competenze necessarie per aiutare questi ragazzi? E soprattutto, siamo disposti a farlo? Nel nostro piccolo abbiamo molte meno competenze degli adulti, però abbiamo la volontà! Ognuno di noi potrebbe passare del tempo con loro, aiutarli senza farli sentire discriminati o “inferiori”, coinvolgerli in ciò che facciamo rispettando i loro limiti, non lasciarli soli e integrarli in un gruppo di amici. Riguardo a questo abbiamo avuto l’occasione di confrontarci con genitori di ragazzi disabili e con un nostro amico disabile, più grande di noi. Cristina, Nico, Silvia Classe 3ª E Scuola di Scardovari