L’istruzione e le diseguaglianze

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Spesso da piccoli ci vengono assegnati comportamenti e modi di fare in base al nostro genere e la maggior parte delle volte non ce ne rendiamo neanche conto, perché per noi è diventata la normalità. Ad esempio le bambine fin da piccole vengono abituate ad essere educate e gentili, a rispettare le buone maniere e a giocare con le bambole, però, mentre le bambine vengono spesso assecondate dai genitori, i bambini invece vengono ripresi quando piangono, ed è questo che li porta a nascondere le loro emozioni, giocano con macchine e costruzioni e vengono spesso elogiati nei giochi sportivi. Ragazze e ragazzi sono diversi, certo, ma non per questo devono avere diritti diversi. Questo squilibrio oltre che nella vita di tutti i giorni è presente anche nell’ambito scolastico. Ad essere colpite dalla disuguaglianza di genere sono soprattutto le bambine. E pensare che secondo vari dati statistici, le ragazze vanno meglio a scuola rispetto ai ragazzi e tendono ad essere più brave nella lettura! Nonostante ciò, ancora oggi nel mondo ci sono circa 73 milioni di bambine (tra i 7 e i 16 anni) che non possono andare a scuola a causa della povertà, dei matrimoni combinati, dalle gravidanze precoci e dalla discriminazione. Tra i luoghi in cui l’istruzione delle bambine è negata, al primo posto c’è la Somalia, dove il 98 per cento delle ragazze non frequenta nessuna scuola. Oltre al continente africano, pure in quello asiatico per le ragazze l’istruzione spesso non è garantita, come si capisce da queste parole, pronunciate da una giovane donna coraggiosa che è diventata il simbolo della lotta contro la mancanza di accesso all’istruzione per il genere femminile: ‘Essere la prima della classe non ha nessuna importanza, se non puoi studiare affatto. Quando qualcuno ti toglie la penna di mano, allora sì che capisci davvero quanto sia importante l’istruzione’ afferma Malala, una ragazza nata nella valle dello Swat, in Pakistan, che si è battuta per i diritti dell’istruzione e contro l’analfabetismo, rischiando la vita sopra un bus che avrebbe dovuto portarla a casa da scuola. Una ragazza che ha vinto il premio Nobel per la pace nel 2014, la più giovane ad averlo ricevuto! Nel mondo ci sono tante persone che lottano ognuno a modo loro per poter porre fine a queste disuguaglianze e c’è un grande movimento di sensibilizzazione delle coscienze però come ha dichiarato la scrittrice nigeriana Chimanda Ngozi Adichie in una Ted conference: ‘L’umanità si è evoluta, ma le nostre idee sul genere non si sono evolute molto’. La strada è ancora lunga. Martina Pistola IIID