«Ripristiniamo la nostra Terra»

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L’Earth Day è la giornata dedicata alla salvaguardia della Terra e dell’ambiente. Celebrata per la prima volta il 22 aprile 1970 negli Stati Uniti, oggi in 192 Paesi. Il tema di quest’anno è stato «Restore our Earth»: ripristinare la nostra Terra, porre riparo ai danni provocati dall’uomo al nostro Pianeta. Negli ultimi 200 anni le trasformazioni sono state tante, non tutte positive e Google Earth ne permette la visione in time-lapse: deforestazione, urbanizzazione, scioglimento dei ghiacciai. Per approfondire tutte queste problematiche, DeA Scuola ha organizzato un incontro online aperto agli alunni di tutta Italia, durante il quale Luca Perri e Serena Giacomin coordinavano gli interventi di Daniele Gasparri (astrofisico dal deserto di Atacama in Cile), Giorgia Girometti (operatrice umanitaria per Medici Senza Frontiere dal Sudan) e Francesca Garaventa (ricercatrice del CNR da Roma). I luoghi migliori per l’osservazione astronomica sono Ande, Hawaii, Canarie e Namibia, dove la mancanza di inquinamento luminoso e particolari condizioni climatiche permettono una visione ottimale della volta celeste. Le luci intrusive e l’aumento della temperatura sono nocive per tutte le specie viventi. A subire maggiormente le conseguenze dei cambiamenti climatici sono le popolazioni più vulnerabili. In Sudan, per esempio, dove la sopravvivenza è strettamente legata all’allevamento e all’agricoltura, il riscaldamento globale ha allungato la stagione secca e reso devastante quella delle piogge. Per molti, la fuga verso il Nord del Mondo è l’unica via di salvezza. Si assiste, e lo sappiamo bene, alla diffusione di nuove malattie, spesso mortali, soprattutto nei Paesi più poveri dove non ci sono vaccini, antibiotici e cure apposite. I rifiuti riversati in mare stanno formando vere e proprie “isole” di plastica di enormi dimensioni e la loro decomposizione crea microplastiche pericolose per tutti gli esseri viventi perché entrano nella catena alimentare. Annualmente consumiamo le risorse di più di una Terra e mezzo. L’impronta ecologica, il consumo eccessivo di risorse naturali operate dall’uomo, sta modificando anche la biodiversità. Bisogna attivare comportamenti responsabili e rispettosi nei confronti dell’ambiente. Si può iniziare ad agire per la Terra facendo piccoli gesti che comunque possono fare la differenza: usare bici e mezzi pubblici, acquistare prodotti di stagione a km 0, adottare un approccio plastic free, seguire la regola delle 3R “riusare, ridurre e riciclare”. Se vogliamo ritornare a vedere le stelle, il mare pulito, i boschi popolati e incontaminati è arrivato il momento di agire e ripristinare la Terra. Classe II A