«Le risorse umane sono il nostro patrimonio»

Per leggere la pagina clicca qui

Michele Antoniazzi, responsabile delle Risorse Umane di Ferrari, risponde alle domande dei ragazzi dell’Istituto Comprensivo Stradi – sede Galilei – di Maranello che, da sempre, fa rima con Ferrari. La Ferrari è un mito per tutti nel mondo, figuriamoci per noi, ragazzi di Maranello. Per questo motivo e per entrare più da vicino in una delle aziende più famose al mondo, abbiamo intervistato il dottor Michele Antoniazzi, responsabile delle Risorse Umane della Ferrari, che ha gentilmente risposto alle nostre domande. Qual è il suo ruolo all’interno della Ferrari e in cosa consiste nello specifico? «Sono responsabile delle Risorse Umane di Ferrari dall’aprile 2016. In sintesi, il mio lavoro consiste nel creare condizioni lavorative ottimali per le oltre 4.500 persone che rappresentano il nostro patrimonio più importante. La strategia di gestione del personale è al servizio di quella che per Ferrari è una lunga tradizione: porre le persone al centro di ogni processo aziendale. Dalla ricerca di nuovi talenti, alla loro formazione e valorizzazione, promuoviamo l’inclusione, l’innovazione e la partecipazione alla vita della Società». Qual è stato il suo percorso professionale che l’ha portata in Ferrari? «Prima di entrare in Ferrari ho ricoperto diversi ruoli in Magneti Marelli dal 1998. Fra gli ultimi ruoli ricoperti, sono stato direttore Risorse Umane della Linea di Business Suspension Systems e responsabile dello Sviluppo Organizzativo del settore Magneti Marelli. Nel 2012 sono diventato direttore delle Risorse Umane della linea di business Automotive Lighting». Quale modello di auto da strada Ferrari preferisce e perché? «Tutti. Sono tutti dei capolavori. Offrono sempre qualcosa di nuovo e di innovativo, che sia di tecnologia o di design. Impossibile avere una preferenza!». Quali misure contro il Coronavirus avete adottato in azienda? «Il nostro programma ’Back on Track’ ha consentito il riavvio in sicurezza dell’attività produttiva grazie a diverse misure di prevenzione, definite con l’aiuto di un pool di specialisti. Ne sono degli esempi i test diagnostici volontari, i dispositivi di protezione personale forniti dall’azienda, la segnaletica e le misure logistiche per garantire il distanziamento sociale. In una seconda fase i testi diagnostici sono stati offerti anche ai familiari conviventi e ai fornitori. Per coloro che sono risultati positivi, Ferrari ha messo a disposizione gratuitamente degli appartamenti in cui trascorrere il periodo di quarantena, con assistenza medica continuativa. Il progetto ’Back on Track’ è stato condiviso con la Regione Emilia Romagna e con le altre aziende interessate, con l’obiettivo di mettere a disposizione della comunità le pratiche più avanzate per la difesa della salute dei lavoratori. Il prossimo passo, non appena sarà possibile, sarà la vaccinazione della comunità Ferrari». Come immagina il futuro post Covid? Nel mondo dell’automobilismo e non. «Per le imprese la pandemia è un’occasione per ripensare il proprio modello di business e i propri paradigmi. Il Covid ha evidenziato, ad esempio, come la tecnologia possa garantire alle Società di restare operative in qualunque circostanza e in ogni luogo. Credo che per molte di loro questa esperienza sarà un punto di partenza per definire modalità di lavoro agile durature nel tempo». Classe 3^ A, IC Stradi sede Galilei di Maranello (Mattia Genoni, Alessia Nicoletti e Fabian Narcis Constantin)