’Ex Cave Covazza’, un piccolo paradiso

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Nella prima periferia di Poviglio (direzione Parma) si trova l’Oasi ex Cave Corazza, un ‘angolo’ verde di circa 7 ettari, in cui la vegetazione spontanea è rappresentata da prati, siepi e boscaglie che offrono riparo a moltissimi animali. Questa zona, come ben dice il nome, nasce nel 1830 come cava per l’estrazione dell’argilla, in scavi profondi da 2 a 5 metri e lunghi fini a 100 metri, e comprendeva anche una fornace in cui venivano cotti i mattoni prodotti. L’attività estrattiva proseguì probabilmente fino agli inizi del ‘900. Da questo momento divenne un luogo di svago per i giovani del paese: in estate si organizzavano gare di nuoto negli scavi trasformati in piscine e in inverno, sull’acqua ghiacciata, si praticavano il pattinaggio e la ‘blisgarola’ (scivolate sul ghiaccio). Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne utilizzata come discarica per l’accumulo di rifiuti del paese, fino a quando alla fine degli anni ‘80 il Comune di Poviglio acquistò l’intero terreno e vi creò un area di riequilibrio ecologico, quella di cui vi vogliamo raccontare. Il percorso principale di questo luogo un po’ magico e tutto da scoprire è il sentiero del Riccio, da cui si diramano i sentieri secondari percorrendo i quali si può apprezzare questo habitat naturale, che è un esempio di come doveva presentarsi buona parte della nostra Pianura mille anni fa. Passeggiando tra pioppi, salici e olmi, biancospini e rose canine, e ascoltando attentamente, si può sentire il canto degli usignoli, delle cince e dei fagiani, mentre il picchio è riconoscibile per il suo frenetico tamburellare sui tronchi, in cerca di insetti o per scavare il nido. Nelle aree paludose vivono rane verdi (che al minimo segnale di pericolo si tuffano e scompaiono) e rospi. Gli specchi d’acqua stagnante sono sorvolati da libellule e farfalle colorate, ma anche dalle fastidiose zanzare e zanzare tigre, pronte a punzecchiare il malcapitato di turno. Gli insetti sono ben rappresentati dalle formiche che, con la loro proverbiale laboriosità, scavano gallerie, trasportano semi, migliorano la qualità del terreno e, addirittura, intervengono nel riciclare i composti organici: sono capaci di fare cose prodigiose. Anche i ricci e le lepri sono presenti nell’Oasi, tuttavia non è facile osservarli. Come molti di voi sapranno, si tratta di animali schivi e che amano la loro ‘privacy’. Vi invitiamo, dunque, a trascorrere un pomeriggio diverso dal solito in mezzo a questa natura e, se incontrate gli gnomi del bosco…. tranquilli, sono assolutamente pacifici! Lavinia e Valerio Benvicenni II B