L’emergenza Covid non ha spento la musica

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In quest’ultimo anno ci siamo posti delle domande su come gli artisti potessero fare arte in tempi di chiusure. Nasce da qui l’idea di intervistare due musicisti e professori che fanno parte della nostra scuola: Henry Domenico Durante e Giacomo Dominici. Nel periodo del lockdown avete continuato a suonare il vostro strumento? Durante: «Sì, perché l’attività del musicista necessita di una pratica quotidiana. Dal punto di vista lavorativo ho dovuto annullare diverse date». Dominici: «Sì anche se a livello lavorativo la situazione è un po’ cambiata perché ci sono state meno occasioni per esibirsi». Che cambiamenti ha subito la vostra attività? Durante: «Mi sono mancati soprattutto i momenti di aggregazione». Dominici: «La mia attività prima era diversificata; riguardo ai concerti quello che è cambiato è la mancanza del pubblico. A livello didattico, invece, è cambiato tutto, le lezioni di musica online sono molto limitanti poiché non si riescono a cogliere alcuni dettagli tipici del linguaggio musicale». Vi è mancato il contatto con il pubblico? Durante: «Assolutamente sì, il silenzio è stato assordante perché non hai modo di percepire la risposta del pubblico. Mi è mancato lo spettatore che scarta la caramellina durante l’esibizione o lo sbadato che dimentica di spegnere il cellulare». Dominici: «Sì, poiché mancano l’atmosfera e lo scambio di emozioni; non è la stessa cosa suonare davanti a seggiole vuote». Cosa ne pensate delle misure adottate? Durante: «Penso che il mondo dello spettacolo dal vivo si sia attrezzato seguendo le disposizioni, investendo anche cospicue somme; è stato ingiusto per me, al netto delle statistiche di contagio, obbligare la chiusura per oltre un anno». Dominici: «Penso che la situazione sia difficile ed è stato giusto adottare delle misure restrittive per contenere i contagi». In quali posti andrete appena si potrà riprendere a viaggiare? Durante: «Mi piacerebbe recuperare le date che mi avrebbero riportato ad esempio in Giappone». Dominici: «Vorrei partecipare di nuovo a dei festival in Inghilterra e in Grecia che sono stati annullati a causa della pandemia». Avete avuto contatti online soprattutto con musicisti italiani o stranieri? Durante: «Nel primo periodo ho avuto maggiori contatti con musicisti italiani ma, in questi mesi, stanno nascendo diversi progetti con stranieri». Dominici: «Ho avuto l’opportunità di incontrare musicisti di varie nazionalità; infatti i miei ultimi tre dischi li ho registrati con un fisarmonicista brasiliano, un vibrafonista inglese e un pianista olandese». Arianna Bertozzini e Alessia Ciarloni 2ªC