Dante e le nostre interviste dell’altro mondo

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Ricordando Dante Il 2021 è un anno importante per la storia della letteratura e della lingua italiana. E’ l’anno del settecentenario della morte di Dante Alighieri, avvenuta a Ravenna, città in cui si trovava in esilio. Inoltre, il 25 marzo si celebrerà il Dantedì. Abbiamo voluto fare delle interviste “dall’altro mondo” ad alcuni personaggi della Commedia. Intervista dell’Altro Mondo a Paolo e Francesca Signori Paolo e Francesca, i social e le maggiori testate parlano solo della vostra storia che ha suscitato grande interesse e, me lo lasci dire, un certo scandalo. Siamo felici che abbiate scelto la nostra rubrica “Storie dell’Altro Mondo” per la vostra testimonianza. Quali sono le sue origini, signora Francesca? Sono nata dove il Po discende con i suoi affluenti e mio padre era Guido Da Polenta, signore di Ravenna. Ero così bella che a Ravenna accorrevano cavalieri da tutti i paesi vicini per ammirarmi e per sfidarsi nei tornei. “Ero un fiore in mezzo a tanto ferro” come dirà un certo D’Annunzio. Lì ho trascorso la mia fanciullezza: durante l’estate mi divertivo al mare di Lido di Classe, ma d’inverno…. una noia. È per questo che ha deciso di sposarsi? Mio padre ha deciso per me! Io ero poco più che quindicenne quando nel 1275 andai in sposa a quell’uomo. Alcuni giornali, tra cui “Il Boccaccio”, sostengono che il matrimonio sia stato un inganno. Pura verità! Il giorno delle nozze si è presentato Paolo, detto il Bello e “mi prese del costui piacer sì forte che, come vedi ancor non m’abbandona”. Nessuno mi ha detto che per procura avrei sposato suo fratello. Al mattino, quando me lo sono ritrovata davanti, ho capito il motivo. Ha presente “il brutto che piace? Bene, mio marito è “un brutto che non piace”. Ormai ero sposata. Passavo le notti piangendo. Per fortuna Gianciotto ogni mattina se ne andava a Pesaro dove esercitava la carica di podestà e faceva ritorno solo alla sera. Un giorno mi ritrovai sola con Paolo Galeotto fu un libro? E anche chi lo scrisse e “quel giorno più non vi leggemmo avante”. Eravate soli nel castello? Pensavamo di esserlo, ho saputo solo dopo che un investigatore privato, certo Malatestino dell’Occhio, aveva avuto da mio marito l’incarico di sorvegliarmi. E’ stato lui a riferire tutto!