Così a scuola abbiamo celebrato il ’Dantedì’

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Quest’anno è particolarmente importante per la cultura italiana perché ricorre il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, avvenuta il 14 settembre 1321 a Ravenna. I segni del passaggio di Dante in Romagna sono noti a tutti e testimoniano un legame profondo di cui nella Divina Commedia ci sono tracce cospicue che rimandano a luoghi a noi vicini dei quali, purtroppo, non sempre conosciamo appieno il valore storico e paesaggistico. Per questo motivo noi ragazzi abbiamo deciso di celebrare insieme ai nostri insegnanti questa ricorrenza in modo nuovo, approfondendo nel corso dell’anno scolastico non solo gli aspetti genericamente letterari legati all’Alighieri, ma anche tutto ciò che nella sua esperienza umana e poetica richiama a questi nostri luoghi ricchi di storia e di bellezze architettonico-paesaggistiche. L’occasione propizia ci è venuta dalla partecipazione del Comune di Premilcuore al progetto ’Le Vie di Dante’, un’iniziativa di promozione del territorio dell’Appennino tosco-romagnolo attraverso itinerari culturali e naturalistici ispirati alla figura di Dante Alighieri, alla sua opera e al viaggio che dal Casentino lo portò a Ravenna. In questo nostro percorso di approfondimento sono stati di fondamentale importanza il supporto del dirigente scolastico dell’IC Predappio-Premilcuore prof. Donato Tinelli e l’intervento del sindaco Ursula Valmori che ci ha messo in contatto con il dottor Giuseppe Michelacci dell’Ufficio Cultura, Sport e Turismo dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese per organizzare insieme un incontro a tema dantesco con la prof.ssa Bendi del Liceo Scientifico Statale Fulceri Paolucci di Calboli. Il programma dell’incontro, avvenuto in videoconferenza il 29 marzo, dunque in concomitanza con la giornata commemorativa del Dantedì, si è ispirato al progetto ’Viandante curato dalla stessa prof.ssa Bendi e purtroppo interrotto a causa dell’evento pandemico. Si tratta nello specifico di un percorso tracciato sui luoghi letterari della Divina Commedia che unisce la passione per il trekking e gli itinerari naturalistico-paesaggistici del nostro splendido territorio alla sua cultura e alla scoperta del suo importantissimo patrimonio storico e architettonico. Il punto di partenza del nostro itinerario virtuale sono state le Foreste Casentinesi, la ’selva oscura’ di Dante, e in particolare le Cascate dell’Acquacheta presso San Benedetto, luogo citato da Dante nel XVI canto dell’Inferno, dove esse sono paragonate alle cascate infernali del Flegetonte. Si tratta di un sito naturalistico di grande impatto visivo, caratterizzato da uno spettacolare salto di 70 metri attraverso cui le acque del torrente si disperdono in mille rivoli prima di proseguire il loro percorso verso valle. Nei pressi si trova anche un’abbazia dell’XI secolo che Dante dovette certamente conoscere se non aver visitato direttamente. La seconda tappa è stata Portico di Romagna dove ha sede Palazzo Portinari di proprietà della famiglia di Beatrice, donna amata dal poeta e Musa ispiratrice delle sue opere più importanti. La terza tappa si è mossa da Premilcuore a Galeata e Civitella, luoghi ricchi d’interesse storico artistico, dove la presenza di Dante non solo è attestata da un sasso che secondo la tradizione rappresenterebbe un punto di sosta del poeta nel suo peregrinare tra questi luoghi, ma anche dalla presenza della Rocca di Gaggiolo, di antica proprietà dei discendenti di Paolo Malatesta. Quest’ultimo è protagonista insieme a Francesca da Polenta della meravigliosa storia di amore tragico cantata dal sommo poeta nel V canto dell’Inferno. Proprio Polenta di Bertinoro ci porta alla conclusione del nostro percorso perché qui si trova il Castello della Famiglia Da Polenta che ospitò Dante a Ravenna fino a quando il poeta non trovò la morte di ritorno da un’ambasceria a Venezia. Per concludere il racconto di questa nostra breve ma intensa esperienza vorremmo fare un’ulteriore considerazione legata al paese di Bertinoro che per noi è prima di tutto una meta ideale perché ci rimanda alla celebre Colonna degli anelli, antico emblema dell’ospitalità. Essa, infatti, rappresenta un simbolo di comunione e vicinanza tra le persone, fattori indispensabili a dar vita a ogni forma di civiltà e che purtroppo oggi sono seriamente minacciati dai terribili eventi legati alla pandemia in corso. Vorremmo, dunque, che essa rappresentasse per tutti un augurio per il nostro futuro in attesa di poter ritornare a vedere le stelle. Classi I-II-III istituto comprensivo Predappio-Premilcuore