Aiutare il volontariato è cruciale

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La trama di questo tema tratta della crescita del terzo settore o economia no profit. Questo settore coinvolge molte delle persone che conosciamo, il volontariato che oggi è praticato da circa 6 milioni di persone in Italia e sta diventando sempre più importante perché non si occupa solo della difesa della fragilità, delle persone malate, dei disabili ma si sta occupando sempre di più anche dell’economia in trasformazione. Esso rappresenta una fetta dell’economia abbastanza rilevante che cerca di conciliare il profitto con l’attenzione agli altri. In Italia esistono delle leggi che cercano di agevolare il terzo settore, per esempio c’è una quota delle tasse che gli italiani versano, la cosiddetta Irpef che per una quota pari al 5×1000 può essere indirizzata per finanziare iniziative sociali. Questo è un modo di utilizzare il sistema fiscale molto avanzato perché invece di confluire i soldi nella grande macchina dello stato, possono essere indirizzati ad iniziative specifiche, dove si è notato che i contribuenti lo fanno molto volentieri in modo da avere la possibilità di controllare dove e come vengono utilizzate quelle risorse. Su questa misura del 5×1000 non c’è mai stata una contestazione e questo fa capire che la vicinanza tra il contributo che i nostri genitori danno alle iniziative precise è un effetto molto importante. La possibilità di devolvere il 5×1000 è un’iniziativa molto utile in quanto permette ai lavoratori contribuenti di diventare parte attiva nella solidarietà. Ci sono molte associazioni alle quali poter devolvere l’imposta Irpef: associazioni di volontariato, ricerca sanitaria e universitaria, beni culturali, attività sportive dilettantistiche e attività di carattere sociale. Spesso capita di imbattersi in manifesti, ricevere a casa volantini o vedere negli autobus che girano nella nostra città che dicono «potete finanziare le nostre idee». Credo che la possibilità di decidere di destinare una parte delle tasse per fare una buona azione a favore di chi ne ha più bisogno, sia da sfruttare. Oltretutto stiamo parlando di un contributo che non costa nulla in quanto si tratta di una somma che andrebbe comunque pagata e versato allo Stato. Un altro lato positivo della donazione del 5×1000 è che, come già detto, tutti i contribuenti possono conoscere i progetti realizzati con i soldi versati, grazie a un rendiconto che il beneficiato è obbligato a redigere. Secondo me ognuno nel proprio piccolo dovrebbe cercare di aiutare chi è meno fortunato. Christian Bucciarelli IIIB