Ai laghi un angolo di creatività e tradizione

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La nostra classe, la terza A delle scuole medie ’San Giovanni Bosco’ di Campogalliano, ha deciso di fare un’intervista allo chef Paolo Reggiani. Si mostra subito molto disponibile e felice di rispondere alle nostre domande e curiosità. Ammette di avere avuto molto dalla vita, sia in campo professionale che familiare. Ha realizzato il suo sogno di diventare chef, ma anche quello di costruirsi una famiglia. La sua passione per la cucina è arrivata con il tempo e molte persone sono state un punto di riferimento per lui e per la sua crescita personale: insegnanti, familiari, altri chef famosi che ha conosciuto personalmente e dai quali ha imparato tanto. Ci confessa che se non avesse fatto il cuoco avrebbe fatto sicuramente il musicista, professione anch’essa che richiede molta creatività e fantasia. La musica lo accompagna tuttora nella creazione e nella lavorazione dei suoi piatti, infatti ama ascoltare musica rilassante quando cucina e grazie a questa riesce ad avere anche la giusta ispirazione. Il suo ristorante, situato presso la zona dei Laghi Curiel a Campogalliano, si chiama ’Ristorante Laghi’ ed è qui che lo possiamo trovare intento a cucinare i suoi manicaretti. La scelta di aprire un locale tutto suo è stata dettata dalla necessità e dall’occasione di poter investire in un’attività che gli piacesse particolarmente. Ha voluto sottolineare il fatto che, se il lavoro si fa con piacere, risulta tutto più facile. Per lui è una fortuna poter fare quello che più gli piace nella vita. La sua cucina è studiata sotto diversi aspetti e diversi parametri: costruire un piatto dandogli un significato, bilanciare bene gli ingredienti dal punto di vista nutrizionale e lavorare con tecnica e passione. Lo chef Reggiani, se dovesse descrivere la sua cucina con una sola parola, la definirebbe: «cucinata». Una cucina cucinata, una cucina evoluta. L’intenzione è quella di superare sempre se stesso, all’insegna della tradizione, ma proiettato nel futuro. Gli ingredienti che non possono mancare sono l’onestà e l’umiltà che mette in piatti semplici, ma anche in piatti più elaborati o esotici. Gli alimenti che utilizza molto spesso sono la cipolla, le erbe aromatiche e le spezie, ingredienti attraverso i quali cerca di trasmettere le stesse emozioni che prova cucinando. Pane e cipolla, gnocco fritto, tortellini in brodo, lasagne sono piatti tipici della tradizione locale che cucina spesso; talvolta ama cimentarsi in piatti della cucina nordafricana, giapponese e messicana. Alcuni consigli da parte dello chef al consumatore sono: comprare prodotti freschi e di qualità, reperire le materie prime possibilmente nelle vicinanze e preferibilmente biologiche, mangiare verdura come piatto principale e carne come contorno, limitare il consumo di carne e preferire le carni bianche, cercare di diminuire gli scarti nella lavorazione. Ci ricorda che per lui è molto importante il lavoro di squadra. E’ fondamentale circondarsi di persone fidate che possano aiutarlo nella realizzazione dei piatti. Ogni persona dà il meglio di sé e contribuisce a rendere tutto ancora più speciale. Infine con grande orgoglio ci riferisce di aver partecipato ad alcuni programmi televisivi e aver vinto diversi premi. Per lui questo è stato un traguardo importante, che gli ha dato la possibilità di farsi conoscere anche fuori dal territorio locale.