L’inferno dei migranti verso l’Europa

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Dal Mediterraneo ai Balcani, è questo l’inferno dei migranti diretti in Europa che fuggono da guerre e persecuzioni o sono alla ricerca di un lavoro e migliori condizioni di vita. Molti arrivano dall’Africa attraverso il Mediterraneo, altri sfidano i territori impervi della rotta balcanica: sono esseri umani come noi, con sentimenti, sogni e speranze, determinati a ricominciare una nuova vita lontano da guerre e povertà. Il loro destino è lo stesso di milioni di persone che, in ogni epoca storica, si sono spostate da un’area all’altra del mondo alla ricerca di un luogo migliore in cui vivere. I fenomeni migratori, sono impossibili da impedire, ma vanno gestiti attraverso politiche efficaci e inclusive. Quando si parla di immigrazione è facile scivolare in luoghi comuni, dimenticando che chi lascia il proprio Paese, si porta dietro il fardello di miseria e disperazione. Emigrare vuol dire affrontare viaggi lunghi e pericolosi, senza nessuna garanzia di arrivare sani e salvi alla meta. Per molti migranti arrivare in Europa comporta l’attraversamento del deserto del Sahara, un passaggio delicato, spesso compiuto a bordo di camion, in condizioni disumane, perennemente esposti al rischio di essere catturati, torturati e rinchiusi nelle prigioni libiche. Chi ha la fortuna di raggiungere la costa è costretto ad affidare la propria vita nelle mani dei trafficanti che organizzano le partenze dei barconi per l’Italia, alimentando un giro d’affari a nove zeri per le organizzazioni criminali. Allo stesso modo il viaggio dal Medio-Oriente per arrivare in Europa è una scommessa pericolosa. Per giorni i migranti devono inerpicarsi in ripidi percorsi montuosi e attraversare boschi con temperature sotto lo zero, sprovvisti di equipaggiamento, adattandosi a dormire dove capita. È questa la porta di servizio per l’Europa, da cui transitano migliaia di persone. A vigilare sui confini sono le forze dell’ordine bosniache e croate, accusate più volte di metodi brutali. Le organizzazioni umanitarie e le Ong sono da tempo impegnate a fornire supporto e protezione alle migliaia di profughi che quotidianamente vengono respinti dalle frontiere croate, rimanendo bloccati tra fango e neve, nel rigido inverno dei Balcani, nel silenzio assordante delle istituzioni europee e dell’Onu. Nel tempo la situazione ha assunto i caratteri di una vera e propria emergenza umanitaria, destinata a peggiorare se non si attuano soluzioni condivise, lasciando da parte nazionalismi, populismo e odiosi estremismi. Classi II E e II F