Lorenzo e Gaia, la passione per lo sport

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Il Covid non ferma la passione. E’ questo il messaggio forte e congiunto che hanno lanciato i due sportivi che abbiamo ‘incontrato’ attraverso Google Meet. I due atleti sono il calciatore dell’Imolese Lorenzo Alboni e la pattinatrice della Magic Imola Gaia Colucci. Due sport diversi, due mondi diversi, ma un’unica grande passione e una determinazione che li ha portati a vincere tutti gli ostacoli che si sono frapposti tra loro e i risultati ottenuti sul campo. Lorenzo, ad appena 19 anni, ha esordito nel ‘calcio dei grandi’, in serie C, mentre Gaia ha conquistato il bronzo ai Mondiali di pattinaggio. Li abbiamo interrogati per capire come in periodo Covid e con tante restrizioni, riescano a continuare con la loro passione, ormai convertita in lavoro. Cosa ti ha portato ad avvicinarti al calcio/pattinaggio? Lorenzo: «E’ stato mio padre a trasmettermi questa passione». Gaia: «Mia nonna, quando ero piccola, mi accompagnò in un parco dove vidi dei miei amici pattinare. Un colpo di fulmine». A che età hai iniziato? Lorenzo: «A cinque anni». Gaia: «Ho iniziato a sette o otto anni». Qual è il risultato più significativo della tua carriera? Lorenzo: «Essere arrivato in prima squadra all’Imolese, perché fin da piccolo era il mio obiettivo. Ora, che mi trovo qua, penso sia il mio nuovo punto d’inizio». Gaia: «Quando sono arrivata terza ai Mondiali nel 2019. Nel 2017 ero arrivata prima agli Europei e nel 2018 seconda. Queste due esperienze mi hanno preparato per affrontare i Mondiali». Ci sono mai stati momenti in cui volevi mollare? Lorenzo: «Non ho mai pensato di mollare, perché è il mio sogno e cercherò di continuare a realizzarlo». Gaia: «Sì, però ho ragionato e grazie alla mia determinazione e alla mia famiglia, che mi ha sempre supportato e spinto a darmi un obiettivo e raggiungerlo, ho trovato la forza di continuare a inseguire il mio sogno da pattinatrice». I tuoi genitori ti appoggiano? Lorenzo: «Sì, per fortuna mi hanno sempre appoggiato e hanno fatto tanti sacrifici per aiutarmi. Mi hanno permesso, sin da piccolino, di stare lontano da casa per parecchio tempo e così, riuscire a raggiungere il mio obiettivo». Quanti giorni e quante ore al giorno ti alleni? Lorenzo: «Mi alleno praticamente tutti i giorni, a volte anche due volte al giorno e nel tempo libero, cerco sempre di mantenermi in allenamento da solo senza strafare». Gaia: «Quando mi preparavo per i Mondiali, mi allenavo tutti i giorni, anche la domenica, e certi giorni anche due volte al giorno. Facevo allenamento il pomeriggio dalle 15 alle 17 a Imola, poi mi organizzavo con lo studio e la sera andavo a Rimini, perché avevo il mio compagno di coppia lì. Mi allenavo fino alle 22/22.30, poi tornavo a casa». Quando andavi a scuola riuscivi a conciliare bene lo studio con lo sport? Lorenzo: «Ho sempre cercato di portare avanti di pari passo sia la scuola che lo sport, perchè comunque penso che l’istruzione e la scuola siano molto importanti, infatti ancora oggi vado all’università; è faticoso ed un impegno grande, però è molto importante”. Gaia: «La mia determinazione e il voler arrivare mi hanno aiutata tanto anche a scuola. Devo ringraziare anche i professori. A scuola avevo un progetto e questo mi ha aiutato molto. Appena finivo la scuola, verso le 13, tornavo a casa, mangiavo e poi facevo i compiti. Andavo ad allenamento e, quando tornavo a casa, finivo quei pochi compiti che mi erano rimasti. Certe volte studiavo anche in macchina, perché non riuscivo a conciliare tutto. Il sabato e la domenica, quando riuscivo, mi mettevo a studiare dopo gli allenamenti». Vi siete sempre trovati bene con i compagni e i professori? Lorenzo: «Sì, oggi molti dei miei compagni delle superiori sono i miei migliori amici, mi sento ed esco con loro sempre. Per quanto riguarda i professori, ho sempre portato molto rispetto e non ho mai avuto da ridire con loro». Gaia: «Nella mia classe c’era un solo maschio e tutte le altre erano femmine, quindi si sono creati dei piccoli gruppi. Quanto ai professori, ce ne sono stati alcuni che non mi venivano incontro, mentre altri che mi hanno aiutato molto». Ricordi la tua prima gara? Che emozioni hai provato? Lorenzo: «Ho provato una grande emozione, perchè giocare al Romeo Galli fin da piccolino è sempre stato il mio sogno. Non avevo pensieri in testa, cercavo solo di concentrarmi sulla partita, anche se comunque l’emozione era tanta, quindi ho cercato di dare il massimo». Gaia: «Sì, mi ricordo della mia prima gara, ero piccolissima, e quando la riguardo sono sorpresa, perchè non mi sembra di essere quella persona. Adesso vedo tutto il cambiamento che ho fatto e sono davvero orgogliosa di me stessa. Mi ricordo che ero molto elettrizzata, ma avevo molta meno ansia rispetto a tutte le altre gare che ho fatto… ero più spensierata. Il fatto che ci fossero tante persone che mi guardavano mi piaceva. Sono stata contenta, perchè sono andata molto bene ed ero felice». Ti sei mai fatto/a male gravemente? Lorenzo: «A 15 anni mi sono rotto la tibia e son dovuto stare fermo tre mesi. Questo mi ha aiutato molto a crescere dal punto di vista mentale, perchè mi ha permesso di capire che nelle difficoltà bisogna stringere i denti e non mollare mai». Gaia: «Per fortuna no». Quanto guadagni facendo sport? Lorenzo: «Al momento nulla. Il mio guadagno è giocare nell’Imolese e divertirmi con la mia squadra. Non mi piace parlare di soldi, quelli verranno con il tempo». Gaia: «In generale nulla. Gli unici guadagni sono legati a quando ci chiamano alle esibizioni». Dopo tanti anni fai ancora il tuo sport per passione o è diventato il tuo lavoro? Lorenzo: «La passione sicuramente è tanta e spero che questa passione si possa trasformare in un lavoro». Gaia: «Nell’ultimo anno è stato un po’ entrambi. Ora riesco a continuare soprattutto grazie alla mia passione, perché mi piace veramente tanto». Quando hai capito che potevi trasformare una passione in un lavoro? Lorenzo: «Con il passaggio nel ‘mondo dei grandi’». Gaia: «Quando nel 2019 sono arrivata terza ai Mondiali. Ma vedrò sempre il pattinaggio come una passione». Nel futuro vedi un lavoro legato al tuo sport? Lorenzo: «Aspiro a diventare un giocatore professionista. Nel calcio nulla è assicurato, ma spero che possa diventare il mio lavoro». Gaia: «Non uscirò mai dal mondo del pattinaggio. Mi piacerebbe allenare le ragazzine più piccole di me: sto facendo dei corsi per poi diventare allenatrice».

Linda Franceschelli, Stefania Grasso, Giorgia Curia, Noemi Coppola, Pietro Vedele e Marco Cammarata