Viaggi virtuali nei mesi di pandemia

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Questo virus che circola nel mondo dal gennaio 2020 ha fatto morire tantissime persone. A causa sua anche noi ragazzi stiamo vivendo una situazione inimmaginabile: fino all’anno scorso, il Covid-19 ci ha imposto molti limiti e privato di molte esperienze a noi molto care e divertenti, come il pranzo di Natale, le feste di Carnevale, la gita a Pasquetta ma anche semplici attività quotidiane come lo scambio di figurine e i nostri amati giochi di squadra. Tutte queste privazioni però non hanno spento la nostra voglia di conoscere e di viaggiare. Sentiamo molto la mancanza delle gite, ogni giorno infatti speriamo che il Covid-19 finisca così da poter andare lontano dai banchi di scuola, non sentire più l’odore dell’igienizzante sulla faccia e toglierci queste fastidiosissime mascherine che non ci fanno vedere in faccia i nostri coetanei. Fortunatamente oggi la tecnologia ci è venuta in soccorso e, con l’aiuto di Google maps, dei suoi dipendenti e di alcuni utenti privati che sono andati in giro per tutta Italia scattando foto da inserire nell’app, abbiamo potuto visitare molti luoghi meravigliosi. Ogni ora di supplenza si è trasformata in un’occasione per evadere dalla routine delle nostre lezioni. Così, mouse alla mano, la prof Bianchini ci ha guidato durante le nostre uscite virtuali. Fino ad oggi abbiamo visitato Milano, l’abbiamo girata in lungo e in largo, dal Duomo al quartiere della Ferragni, il City life, lo stadio e la via dello shopping; Firenze e il suo Ponte Vecchio, pieno di oreficerie con vetrine luccicanti e infine Ascoli di cui abbiamo potuto apprezzare le piazze più importanti, Piazza del Popolo e Piazza Arringo. Tutti questi luoghi sono bellissimi, ma la cosa che ci è piaciuta di più di questa esperienza è stata abbandonare con la mente i banchi di scuola e dimenticare, se pur per poco tempo, tutti i divieti, tutti i «non si può fare», «alza la mascherina», «stai più lontano dal tuo compagno», «mangia seduto al tuo posto». Queste gite virtuali inoltre ci hanno permesso di visitare posti normalmente non visitabili, ma dobbiamo essere sinceri: rispetto ad una gita reale ci è mancato molto il tragitto in pullman solitamente trascorso a cantare con i compagni. Ci è mancato sentire i diversi odori nelle vie delle città, ci è mancato toccare qualsiasi cosa anche quando è vietato e ci è mancato aspettare trepidamente il momento dell’acquisto dei souvenir. Non abbiamo perso le speranze, torneranno anche questi momenti. Classe I A