Dante e il suo amore per l’ambiente

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Sono già trascorsi 700 anni dalla morte del sommo Poeta Dante Alighieri. Sono innumerevoli gli eventi realizzati per la commemorazione dell’autore della “Divina Commedia”, opera conosciuta e ammirata in tutto il mondo. Dal 2019 è stata istituita dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, anche il Dantedì, la giornata nazionale dedicata al Poeta e celebrata il 25 marzo. La scelta della data non è casuale perché alcuni studiosi l’hanno identificata come l’inizio del viaggio di Dante nell’aldilà. Sarà l’occasione per ricordare ogni anno, Dante, le sue poesie e le innumerevoli opere che appassionano ancora oggi tantissimi amanti della letteratura italiana e non. Leggendo vari passi della Divina Commedia ci si può rendere conto che egli si dedicò alla descrizione non solo di persone o avvenimenti, ma anche di natura e paesaggi. La sua attenzione verso l’ambiente si è manifestata nell’interesse per l’astronomia, la geografia, lo studio del cosmo, e per l’osservazione dei minerali, degli animali e la distribuzione dell’acqua nel territorio. Tuttavia l’elemento principale delle sue opere è l’uomo che viene invitato ad amare e rispettare la natura. Probabilmente se Dante fosse ancora vivo, avrebbe dedicato parte dei suoi versi all’inquinamento. Di sicuro sarebbe molto deluso dal comportamento e dalla poca attenzione dell’uomo verso l’habitat in cui vive e ce lo possiamo immaginare al fianco di Greta Thunberg mentre si batte per sensibilizzare l’umanità su queste tematiche. Come lei, infatti, era solito denunciare ciò che non funzionava nella sua società. Ma Alighieri è ancora un riferimento per noi che viviamo nel XXI secolo. Lo dimostra il fatto che a Dante e al suo rapporto con la natura si è ispirata anche Debora Fabietti, per il suo libro “La gallina Commedia”. Il protagonista di questo interessante racconto è un gallo, che accompagnato da una gallina, compie un viaggio tra i 7 livelli della Panucula Inferorum, cioè una pannocchia infernale che emana odore di pop-corn bruciacchiati, analogia dell’inferno. Qui incontra vari animali, tutti colpevoli di aver arrecato un danno all’ambiente e puniti, come nei gironi danteschi, in maniera più o meno severa a seconda della gravità degli atti compiuti. Possiamo quindi dire che Dante, nonostante abbia vissuto in un’epoca lontana dalla nostra, è estremamente attuale e ci invita a guardare la natura con occhi curiosi e a prenderci amorevolmente cura di Lei. Margherita Grossi, Veronica Righi, Angelica Monticelli, Andrea Ionescu III C Serravalle