Il cuore dei sammarinesi per Samos

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Era lo scorso gennaio, quando tre sammarinesi, Sara Conti, Elena D’Amelio e Paolo Berardi, hanno lanciato una raccolta per i profughi sbarcati sull’isola greca di Samos. L’hotspot si trova in una situazione di grave sovraffollamento e in condizioni igienico sanitarie precarie. Anche le scuole hanno aderito al progetto, promuovendo la raccolta di cancelleria nelle classi, una sorta di gemellaggio tra luoghi di istruzione. Abbiamo intervistato Sara Conti, che ci ha spiegato minuziosamente i dettagli del progetto, scaturito dalla ammirevole volontà di questi tre sammarinesi di aiutare gli altri. Com’è nato il progetto San Marino per Samos? «Io, Paolo ed Elena ci siamo ritrovati a condividere la necessità di dover fare qualcosa per l’isola dove vi sono centri di prima accoglienza che l’anno scorso, in piena pandemia, risultavano sovraffollati di profughi in condizioni al limite della sopravvivenza». A chi si rivolge il vostro progetto? «Profughi siriani e afghani che scappano dalla guerra. Si tratta di ragazzi non accompagnati che si ritrovano soli, senza nessun adulto che li possa aiutare a superare questa situazione drammatica. Questi centri ospitano 6000 persone mentre ne dovrebbero ospitare solo 700». Come siete riusciti a realizzarlo? «Abbiamo contattato Nicolò Govoni, cofondatore dell’associazione Still I Rise che si occupa dell’educazione dei minori costretti nei campi. Ci ha aiutato mettendoci in contatto con un’altra associazione presente sul territorio che si occupa della raccolta di vestiti, prodotti per l’igiene personale e prodotti di cancelleria». Siete soddisfatti del risultato ottenuto? «Pensavamo di riuscire a spedire tre o quattro bancali di oggetti, invece siamo arrivati a undici, un ottimo risultato. I bancali stanno raggiungendo Samos in questi giorni». I sammarinesi hanno dato il loro contributo? «La partecipazione è stata veramente numerosa e generosa sia per quanto riguarda la raccolta sia per le donazioni che ci hanno aiutato tantissimo per sostenere le spese di spedizione». Sara Conti ha concluso l’intervista con le parole di Nicolò Govoni, candidato su proposta della Repubblica di San Marino al premio Nobel per la Pace 2020: «Vedo il mondo per ciò che è: una bolla di oscurità interrotta da sprazzi di luce vivissima, splendida, quasi sacra. Questa luce, si accende ogni volta che aiutiamo qualcuno, compiamo un atto di gentilezza o sappiamo influenzare positivamente la vita altrui». Diego Drudi, Lorenzo Ercolani, Andrea Lorenzini Classe 3D