A scuola con la Dad, risorsa o problema?

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In questo periodo di emergenza Covid la scuola in presenza è stata sostituita da un nuovo metodo interattivo: la DAD, ovvero la didattica a distanza. Si tratta di una modalità virtuale di formazione e apprendimento che ha fatto la sua prima comparsa nel mese di marzo 2020. In pratica docenti e alunni hanno la possibilità di incontrarsi on-line e di interagire, ognuno dalla propria casa, come se fossero fisicamente in classe. Ma la domanda che tutti si pongono è se la DAD, oggi identificata con la sigla DDI (Didattica Digitale Integrata), sia più efficace o meno della scuola in presenza. Per noi studenti le video lezioni sono cosa ben diversa da quelle in classe perché, a differenza di quest’ultime, sono poco stimolanti visto che mancano tutte le dinamiche che invece siamo abituati a vivere a scuola. Osservare un professore che, ad esempio, durante una spiegazione si alza per scrivere alla lavagna o per passeggiare tra i banchi è molto più coinvolgente che rimanere per tanto tempo a fissarlo sullo schermo mentre legge la proiezione di un e-book. In questa nuova modalità didattica anche concentrarsi risulta difficile, perché ogni oggetto di casa, ogni rumore o addirittura la voce di un familiare nella stessa stanza, durante le ore di lezione, rappresentano un pretesto per non porre attenzione al docente che in quel momento sta spiegando. In periodi normali chiunque può connettersi ad Internet senza problemi, ma in questa situazione le linee si appesantiscono e, soprattutto nel caso in cui più membri della stessa famiglia debbano restare a casa, la connessione ne risente e può non essere sempre costante e sicura. Con ciò si rischia di non riuscire a partecipare alle video lezioni in modo corretto e continuativo. Inoltre i dispositivi elettronici necessari per svolgere la DAD sono spesso costosi e questo può creare non poche difficoltà alle famiglie che magari hanno più figli e sono costrette a ricorrere al supporto statale. Nonostante tutto ciò, da più parti si sostiene la comodità, per professori e studenti, di poter svolgere la didattica senza necessità di spostarsi dalla propria abitazione, facilitando così l’organizzazione e allo stesso tempo preservando la salute ed evitando contatti ravvicinati. Con l’utilizzo dei mezzi tecnologici le scuole hanno cercato di garantire, in questo particolare momento storico, una continuità di servizio e di insegnamento agli studenti di ogni grado, dalla scuola primaria fino all’Università. In particolare per gli alunni più giovani l’approccio scolastico ai dispositivi elettronici, alla gestione di un account, all’utilizzo della posta elettronica rappresenta un ulteriore bagaglio di conoscenza che permette loro di servirsene correttamente in futuro. Per quanto i computer, gli iPad e gli smartphone facciano ormai parte della nostra quotidianità e siano utilizzati sempre di più anche da noi ragazzi, ciò non toglie che essi, se adoperati in modo prolungato, portino dei danni anche fisici. Al termine di una intera mattinata di video lezioni, molti lamentano disturbi alla vista e affaticamento agli occhi dovuti alla luce blu dello schermo. Tuttavia ciò che veramente differenzia la didattica a distanza da quella in presenza, e che rende quest’ultima insostituibile, è la possibilità di creare e sviluppare relazioni personali e umane. Condividere tutti i momenti, ridere, giocare, consultarsi e confrontarsi insieme, crea un legame tra noi studenti che permette di sentirci parte di un gruppo diverso dalla famiglia, ma altrettanto importante. Vedersi inquadrati tutti nello schermo del computer è sempre meglio che non vedersi affatto, ma la battuta di un amico durante la ricreazione, la risata del compagno di banco o anche quattro chiacchiere con il professore o il bidello sono quella normalità che abbiamo sempre vissuto e che ci piace. Classe 3ªN