La situazione critica in Nigeria

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FERRARA La maggior parte della popolazione non è a conoscenza dei numerosi conflitti tuttora attivi nel mondo, in particolare quello nigeriano. Tutto è iniziato nel 2002, con la fondazione del ‘Boko Haram’, un’organizzazione terroristica concentrata nella parte settentrionale della Nigeria che agisce contro il sistema scolastico occidentale. Molteplici sono i sequestri e gli attentati che vedono coinvolto questo gruppo armato estremista e altrettanto numerose le testimonianze di ragazze scampate, che ricordano con dolore le grida, i colpi di pistola e le morti che hanno scioccato l’opinione pubblica internazionale. L’organizzazione Boko Haram, che letteralmente si traduce con ‘l’educazione occidentale è peccato’, è stata fondata nel 2002 da Muhammad Yusuf, un terrorista nigeriano. La fondazione prende mossa dalla convinzione che l’educazione fornita dallo stato non fosse corretta. Il modello d’istruzione era basato sull’esempio anglosassone, mentre per il fondatore del gruppo terroristico e i suoi seguaci il riferimento da seguire era quello islamico. Tramite la violenza, la setta tenta di sradicare il modello di educazione di tipo occidentale basato su un pensiero laico, che viene ritenuto offensivo nei confronti della religione islamica. Uno degli scopi dell’organizzazione è di rapire gli studenti, tenendoli prigionieri per poi sfruttarli come schiavi, infatti questa modalità di azione estrema e violenta si è concretizzata nuovamente in un recente attentato. Venerdì 26 febbraio si è verificato un maxi rapimento di circa 300 studentesse presso una scuola femminile nella nigeria settentrionale, a Zamfara. Queste sono poi state liberate senza aver pagato nessun riscatto. A seguito di questo ennesimo sequestro, il governo della Nigeria sta per partire con una massiccia offensiva nel tentativo di arginare questa tragica ripresa dei rapimenti. Oltre alle operazioni militari, il contrasto all’organizzazione avviene attraverso l’opinione pubblica che si sta mobilitando col supporto dei social network. Infatti si è diffuso un hashtag per sostenere le famiglie alle quali sono state portate via le figlie: ‘#BringBackOurGirls’. Per concludere, il bilancio dal 2011 sin a oggi è tragico: l’associazione criminale del Boko Haram ha ucciso oltre ottomila persone e ha costretto 200mila persone a fuggire di casa. L’altra preoccupazione è che grazie alla paura che questi attentati diffondo presso gli studenti, soprattutto alle ragazze, il tasso di abbandono scolastico si incrementi ulteriormente.