«Noi, in prima linea per salvare i pazienti»

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Ecco un’altra inchiesta degli alunni della scuola media Parenzo. Una prova di attualità dei giovani reporter che si sono cimentati con un’intervista ad un’infermiera, testimonianza dal vivo del lavoro in prima di quelli che con la pandemia sono stati chiamati medici eroi. Andiamo a leggere. Siamo la classe 1E della scuola secondaria di primo grado Cesare Parenzo. Per il Campionato abbiamo chiesto di poter fare la nostra intervista alla mamma di un nostro compagno, Simone Demartini, che fa l’infermiera. L’incontro è avvenuto on line a causa delle norme sulla sicurezza a scuola contro il Covid. Ecco quello che ci ha raccontato. “Mi chiamo Daniela Zamboni e ho 43 anni. Lavoro come infermiera in rianimazione all’ospedale di Rovigo da 14 anni. Il reparto di rianimazione accoglie pazienti con traumi causati ad esempio da incidenti, insufficienze respiratorie, pazienti cardiologici e i post -operati. In rianimazione ci sono 15 posti letto di cui uno per i pazienti Covid-19. Mi sono diplomata in ragioneria e ho provato a lavorare in alcuni studi come impiegata ma non mi sentivo realizzata. Spinta così da mia mamma ho iniziato il corso di laurea in infermieristica che dura tre anni. Al termine degli studi ho iniziato subito a lavorare e ho capito che questo era il lavoro giusto per me. Lo amo e lo faccio con passione. Qui si lavora con i turni: mattina, pomeriggio, notte e un giorno di riposo. E’ un lavoro pesante sia fisicamente che psicologicamente. La giornata tipo inizia eseguendo l’igiene dei pazienti, si fanno gli esami di routine come l’elettrocardiogramma, la tac, prelievi. Solitamente seguo due/tre pazienti che potrebbero anche essere infetti cioè pazienti che hanno contratto un virus e con cui bisogna usare delle precauzioni, cioè indossare un camice, una cuffia e dei guanti e prima di uscire dalla stanza svestirsi e lavarsi le mani. Da marzo dell’anno scorso tutto è diventato più pesante, con l’arrivo del Covid-19 ha creato molto caos. Adesso siamo più pronti e preparati nel gestire i pazienti affetti da corona-virus.