L’Approdo, una nuova vita è possibile

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Dopo la lettura dell’Approdo, il silent book di Shaun Tan, dalle meravigliose immagini che narrano della migrazione, abbiamo raccolto la testimonianza del padre della nostra compagna Serena, che ha raccontato così alla figlia il suo disperato viaggio: «Il 7 agosto del 1991 partì la nave ‘Vlora’, dall’Albania verso l’Italia. A bordo erano in ventimila. Molti paesani decidevano di migrare in Italia per trovare lavoro. Per chi li ha vissuti sono stati giorni molto difficili e dolorosi: a bordo c’erano più di duemila feriti e anche se la nave era abbastanza grande le persone si spingevano fra di loro e cadevano in mare. Per idratarsi c’erano solo delle bottigliette d’acqua distribuite in razioni limitate. Alla partenza c’erano talmente tante persone che il motore non riusciva ad avviarsi e solo dopo ore riuscirono a ripararlo e iniziare il viaggio. Molti adolescenti partirono senza avvisare i loro genitori. La nave arrivò al porto di Brindisi e gli albanesi cominciarono a gridare: “Italia!”, sperando in una vita migliore. Alle 4 di mattina dell’8 agosto 1991 il capitano ricevette una telefonata dal questore di Bari, che gli disse di portare la nave al suo porto perché a quello di Brindisi era stata rifiutata. Quando la nave arrivò al porto di Bari, i baresi furono sbalorditi: gli albanesi si buttavano in acqua per approdare sulla terraferma che per loro significava la libertà. Gli immigrati misero piede sulla nuova terra assetati di acqua e salvezza. La Croce Rossa distribuì pane e acqua. Arrivarono tanti pullman che portarono i migranti in uno stadio, il sindaco ordinò di riportarli in Albania. Sotto il sole la gente soffriva e ci fu un momento di rivolta, perché volevano la garanzia che sarebbero rimasti in Italia. I soccorritori iniziarono a distribuire cibo nello stadio, ma il cibo non bastava e i migranti erano affamati. Per risolvere il problema i soccorritori buttarono il cibo dall’elicottero. Alcuni albanesi erano pronti a rientrare nel proprio paese volontariamente perché erano stremati. Ad un certo punto sfondarono la porta dello stadio e scapparono tutti senza sapere dove andare. Di tutte le persone che erano partite, in terra italiana ne sono rimaste solo millecinquecento». Anche oggi il mare è pieno di navi che trasportano persone con storie diverse, che fuggono dalla guerra e dalla fame. Come recita l’articolo 10 della Costituzione, “lo straniero ha diritto d’asilo in Italia” ed è nostro dovere accoglierlo. Dal racconto delicato che abbiamo trovato nel libro L’approdo di Shaun Tan emerge che la migrazione non porta solo tristezza ma anche salvezza e amicizia. L’Approdo narra, in particolare, dell’importanza dell’atto dell’accoglienza: se sei migrato, tu sai più di chiunque altro l’emozione che si prova nel trovare amicizia e una vita migliore dopo il grande sacrificio di lasciare la terra natale. Classe 5^ C Insegnante Elisa Pennazzi Scuola primaria ‘Garibaldi’ Istituto comprensivo Darsena