Dallo sport al divano, la vita è cambiata

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Oltre a bar, negozi, scuole e ristoranti, anche lo sport, a causa l’arrivo del Covid-19, ha subìto molti cambiamenti. Infatti sono state apportate molte modifiche a quasi tutte le discipline. In generale, in quasi tutti gli sport, sono permessi gli allenamenti in forma individuale, ma non sono concesse le competizioni, se non negli sport di maggior importanza nazionale. A tutti gli atleti è comunque proibito l’utilizzo di spogliatoi e docce. Nel nuoto, per esempio, fino all’arrivo di questa pandemia, i ragazzi facevano allenamenti di circa due ore l’uno tutta la settimana, compreso il sabato, e la domenica facevano gare ogni quindici giorni, mentre ora non hanno più la possibilità di recarsi per attività in piscina, ma possono solo collegarsi tramite zoom e fare ginnastica online per tenersi in forma. Solo per chi lo pratica a livello agonistico è permesso qualche allenamento. A me, Christian, manca poter nuotare, ma soprattutto ho nostalgia di quella sensazione che prima sentivo quando ero in acqua. Mi manca la mia squadra di nuoto e l’affiatamento che si creava tra noi. Mi manca anche l’adrenalina della gara e anche le strigliate del mio coach. Ora io mi sento come un pesce fuor d’acqua. Tra gli sport di contatto praticati all’aria aperta, come ad esempio il calcio, ci sono stati cambiamenti, ma in forma più lieve. Infatti, questa disciplina, a differenza del nuoto, può essere ancora praticata in presenza. I professionisti hanno il permesso di fare ancora le partite di campionato, ma devono obbligatoriamente sottoporsi al tampone ogni quattro giorni e non possono avere spettatori allo stadio. I ragazzi e i bambini, invece, non hanno più la possibilità di svolgere partite, ma possono solo allenarsi in presenza con esercizi da eseguire individualmente o a coppie, purché venga mantenuta la distanza di sicurezza. A noi, Lorenzo e Nicola, mancano del calcio soprattutto le partite la domenica, dove prima ci si poteva abbracciare quando si segnava un gol, si poteva sentire il boato dei tifosi che esultavano e si poteva scaricare in porta tutto quello si aveva dentro…Mentre ora tutto questo non si può più fare a causa di questa pandemia. Agli allenamenti che facciamo ora non si può fare ormai quasi più nulla rispetto a quello che facevamo prima. Come nel calcio, anche nella pallavolo, le giovanili continuano a fare allenamento senza partite, ad eccezione delle maggiori serie nazionali. Per quanto riguarda il ciclismo le disposizioni variano da zona a zona, ma in generale si può praticare singolarmente o in gruppi mantenendo la distanza. I ragazzi che praticano sport come basket, danza e pattinaggio, sono stati molto penalizzati perché le palestre sono state chiuse e di conseguenza non possono più allenarsi. Solo chi li pratica in palazzetti con ampi spazi ha l’opportunità di continuare. Gli sport che hanno subito meno cambiamenti sono il tennis, l’equitazione e l’atletica perché non sono delle discipline di contatto e di conseguenza non hanno apportato modifiche. Forse molti penseranno che lo sport sia una di quelle attività che può essere sacrificata, che un periodo senza allenamenti non sia la fine del mondo, invece, solo per chi dedica all’attività fisica molte ore del proprio tempo questo stop ha comportato una completa rivoluzione nella propria vita. Lo sport non serve solo a fare movimento, ma anche a socializzare, stare in gruppo, imparare a rispettarsi e abituarsi al sacrificio, quello che in questo difficile momento dobbiamo fare per rispettare le regole e per tornare al più presto alla normalità. Lorenzo Baroncini, Christian Valenti e Nicola Drei Classe 2^D Scuola media ‘Gherardi’ di Lugo Prof.ssa Barbara Tampieri