«Shoah, insieme per non dimenticare»

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Anche se quest’anno scolastico è molto particolare e non ci ha permesso di incontrare di persona testimoni o studiosi della Shoah, gli eventi di ricordo e commemorazione non di certo sono mancati. Quest’anno abbiamo affrontato dei temi un po’ più “da grandi”, dato che siamo in terza media, e li abbiamo trovati molto interessanti. IL CAMPO DI FOSSOLI, PRIMO LEVI E BRUNO DE BENEDETTI Abbiamo avuto modo di conoscere il Campo di Fossoli, anche se “raccontato” virtualmente, attraverso lo sguardo di uno dei più noti sopravvissuti, Primo Levi, e di Bruno de Benedetti, un importante testimone della Shoah, che abbiamo conosciuto grazie alla Fondazione Fossoli. Il Campo di Fossoli, in provincia di Modena, in Emilia-Romagna, è conosciuto soprattutto per essere stato un campo di transito verso i campi di sterminio. Una delle cose che inizialmente ci ha colpito di più è stata proprio scoprire con sorpresa e delusione che l’Italia, il nostro Paese, di cui siamo cittadini orgogliosi, aveva aderito al progetto di persecuzione degli ebrei, con le Leggi razziali del 1938. Uno dei più grandi protagonisti della Shoah è stato il celebre scrittore ebreo Primo Levi, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, da cui è riuscito a sopravvivere alla fine dell’olocausto. Con la nostra professoressa di lettere abbiamo letto le pagine del suo libro “Se questo è un uomo” relative al momento della partenza dal Campo di Fossoli e due poesie scritte da lui: “Il tramonto di Fossoli” e “Se questo è un uomo” e abbiamo riflettuto sulle parole che ha usato per descrivere tutto quell’orrore. Le abbiamo trovate bellissime e molto toccanti. Il nostro percorso è proseguito con Bruno de Benedetti: abbiamo conosciuto la sua storia in un incontro online promosso dalla Fondazione Fossoli e dedicato proprio alle scuole: “Voci da Fossoli. Lettere ritrovate. Il carteggio di Bruno De Benedetti dal Campo di Fossoli, a cura di Filippo Biolé”. Come Primo Levi, anche De Benedetti è stato arrestato e deportato prima a Fossoli, poi nel campo di concentramento di Auschwitz; purtroppo non è sopravvissuto, ma noi lo conosciamo perché ci ha lasciato un patrimonio immenso e preziosissimo che ci ha fatto conoscere la sua storia, ma anche la storia della Shoah in generale: le sue lettere alla moglie. Bruno, infatti, aveva scritto centoquarantanove lettere per la sua famiglia, ma solo alcune sono arrivate a sua moglie. Nell’intervento online a cui noi abbiamo assistito, suo nipote ce ne ha lette e descritte alcune, riguardanti la sua vita nel campo ed è stato molto interessante e commovente ascoltare le sue parole. Ciò che abbiamo imparato da queste attività svolte a scuola è che la Shoah è stata un terribile capitolo della nostra storia, ma il nostro dovere è quello di ricordare, perché il ricordo è uno strumento molto prezioso che abbiamo a disposizione evitando che tutto questo orrore si possa ripetere nuovamente. Gli alunni della classe 3B Ficarolo